mercoledì 31 marzo 2010

REGIONALI: GRASSO, CONTE? DA CITTADINO COLPISCE VOLONTA' POPOLO

COME MAGISTRATO OGNUNO FARA' PROPRIE ATTIVITA' ISTITUZIONALI

(ANSA) - NAPOLI, 31 MAR - ''Mi colpisce la volonta' popolare come cittadino. Come magistrato ognuno fara' le proprie attivita' istituzionali''. Cosi' il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, ha risposto a una domanda sull'elezione in Consiglio regionale della Campania di Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica, con oltre 10 mila voti. Grasso e' presente alla conferenza stampa per illustrare i risultati dell'operazione interforze contro i clan Casalesi-Zagaria.(ANSA). RED-TOR 31-MAR-10 12:26

mercoledì 17 marzo 2010

ITALIA-ALBANIA: GRASSO A TIRANA INCONTRA PROCURATORE GENERALE

CAPO ANTIMAFIA, OTTIMI RAPPORTI CON LORO POLIZIA E MAGISTRATURA

(ANSA) - TIRANA 17 MAR - Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si e' incontrato oggi a Tirana con il procuratore generale dell'Albania, Ina Rama. ''Abbiamo ottimi rapporti sia a livello di polizia che con la magistratura albanese'': ha detto Grasso all'ANSA prima dell'incontro, sottolineando ''gli eccezionali rapporti con il Procuratore generale Ina Rama''. Al centro dei colloqui sono i temi di interesse comune fra le due istituzioni. Secondo un comunicato stampa della procura albanese, Grasso e Rama hanno parlato di ''alcune indagini congiunte condotte nei due paesi e anche'' della ''possibilita' dei trasferimenti in Albania di detenuti albanesi che scontano la pena nelle carceri italiane''. Secondo la Procura albanese, durante l'incontro e' stata discussa anche la questione dell'accordo di estradizione siglato fra i due paesi nel 2007 ma ancora non ratificato dal parlamento italiano. ''I nostri rapporti - ha affermato Grasso all'ANSA - sono di tale livello che non vanno ostacolati dalle procedure burocratiche''. Secondo il procuratore nazionale antimafia, in attesa della ratifica ''si sta procedendo con il riconoscimento in Albania delle sentenze definitive delle corti italiane''. Parlando della criminalita' albanese in Italia, Grasso spiega che le organizzazioni degli albanesi, strutturate in base ai legami familiari, sono presenti in tutti i tipi di traffici. ''Al sud operano in rapporti di scambi e servizi con le organizzazioni italiane, dalla camorra alla 'ndrangheta o a Cosa Nostra. Nel centro-nord d'Italia invece sono autonomi'', afferma Grasso. Secondo il procuratore antimafia ''oggi grosse organizzazioni italiane si servono degli albanesi che in futuro potrebbero prenderne la direzione, inserendosi in maniera esclusiva nel mercato'' dei traffici illeciti. (ANSA). COR-CAL 17-MAR-10 15:13

giovedì 4 marzo 2010

MAFIA: GRASSO; BISOGNA PARLARNE, SI ALIMENTA COL SILENZIO

(ANSA) - BARI, 4 MAR - La mafia e' un fenomeno di cui ''bisogna parlare perche' finche' esiste il silenzio e' ossigeno che alimenta questo sistema in cui i cittadini diventano sempre meno liberi''. Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, spiegando oggi all'Universita' di Bari l'esigenza da cui e' nato il suo ultimo libro 'Per non morire di mafia' (edito da Sperling & Kupfer). ''Ho cominciato a scrivere - ha ricordato - per far conoscere qualcosa di me che non avevo altri modi di esternare. Il mio primo libro 'La mafia invisibile' e' nato all'indomani del silenzio del giornale di Palermo sul dispositivo della Corte di Assise di Trapani in merito ad un gran lavoro fatto per una guerra di mafia; collegai la risposta del giornalista da me interpellato su questo silenzio 'la mafia non fa notizia' a quello chiesto da mafiosi che intanto intercettavo, e decisi che io invece ne volevo parlare''. ''La stessa cosa - ha aggiunto Grasso - fu per il libro che racconta come e perche' arrivammo alla cattura di Provenzano e ad un dialogo che si svolse tra noi due quando, portato in Procura a Palermo per l'interrogatorio, incrociandolo in corridoio gli feci un larvato invito a 'collaborare' per il bene della nostra comune terra; lui riflette' e mi disse 'si', ognuno secondo le rispettive competenze'''. ''L'ultimo libro - ha concluso - sottolinea, attraverso la storia delle mafie, la nostra ma anche di quelle straniere e internazionali, che di questo fenomeno si deve parlare appunto per non morirne''. (ANSA). XCE 04-MAR-10 19:20