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venerdì 23 novembre 2012

MAFIA: GRASSO, DOPO FALCONE E BORSELLINO TOCCAVA A ME

(ANSA) - PALERMO, 23 NOV - ''Dopo Falcone e Borsellino toccava a me per mettere ancora sotto pressione lo Stato e spingerlo a trattare, perche' subito dopo le stragi occorreva dare un altro 'colpettino'. In questo senso sono stato 'oggetto' della trattativa. Fortunatamente cio' non avvenne''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso alla presentazione del suo libro 'Liberi tutti' a palazzo Branciforte, a Palermo, parlando del piano per ucciderlo pensato dalle cosche e assimilando la strategia della mafia a ''una finalita' stragista tanto simile, in un particolare periodo, al terrorismo''. ''La strategia della tensione si sposto' fuori dalla Sicilia, - ha continuato - pensando ad altri obiettivi come la Torre di Pisa o le spiagge dell'Adriatico fino ad arrivare agli Uffizi a Firenze, Roma e Milano''. (ANSA). YP4-SR/GIU 23-NOV-12 19:24

sabato 6 ottobre 2012

ANSA/ MAFIA: GRASSO A S.PATRIGNANO, DECIDERE DA CHE PARTE STARE

PROCURATORE, EMOZIONA COMUNITA' NEL SEGNO FALCONE E BORSELLINO

(ANSA) - SAN PATRIGNANO (RIMINI), 6 OTT - Un intero auditorium, fitto di giovani, rapito dal racconto di una esistenza e dall'esortazione a una ''scelta radicale''. Dalle parole dense di emozione per l'esempio e l'eredita' lasciate dai giudici Falcone e Borsellino. Doveva essere un semplice saluto, quello del Procuratore generale antimafia, Pietro Grasso, ai tanti ragazzi saliti sulle colline riminesi per l'edizione 2012 dei 'WeFree Days'. Invece, a San Patrignano e' andata in scena una vera e propria lezione di vita. Applaudita e commossa. ''La scelta deve essere radicale - attacca il magistrato -: bisogna scegliere, nella vita, da che parte stare. Lo dico sempre quando parlo di mafia - aggiunge -: con la sola violenza e la repressione non riusciamo a risolvere il problema. Invece - ammonisce - dobbiamo coinvolgere la gente, i giovani, smuovere le loro coscienze: la vita e' frutto di scelte, anche le cose piu' stupide possono indirizzare'' una esistenza. Segnarla in maniera indelebile. Davanti ai giovani, a San Patrignano per riflettere sulle dipendenze e sul disagio nell'eta' verde, Grasso ripercorre la sua vita, toccando il tasto della scelta fatta nel 1985, quando gli venne proposto di fare il giudice a latere nel maxi processo alla mafia, ''cambiando per sempre'' il suo percorso. ''Ne parlai con mia moglie - racconta - se mi avesse detto di no, avrei dato le dimissioni: non avrei avuto il coraggio di tornare a lavorare con i miei colleghi dopo avere rifiutato la proposta''. Certo, spiega, ''e' stato difficile'', anche per le pressioni sulla famiglia e per il timore per il figlio, allora 14enne. ''Un giorno era andato in palestra a giocare a basket, al citofono di casa, una voce disse: 'i figli si sa quando escono, non si sa se ritornano...'''. In pratica, osserva, ''gli e' stata rovinata la fanciullezza e per anni ho sentito in lui un rancore sordo verso il lavoro che gli aveva tolto un padre. Abbiamo recuperato il rapporto dopo la strage di Capaci e la morte di Falcone perche' ha capito che nel nostro lavoro si puo' anche morire'' per difendere valori, principi e giustizia. Passaggi difficili, molto applauditi dai ragazzi riuniti a San Patrignano, consequenziali ad ''una scelta'' di fondo precisa e netta. Nei giorni del maxi processo alla cupola mafiosa, quelli del lavoro ininterrotto ''per scrivere le motivazioni delle sentenze in tempo per evitare prescrizioni e scarcerazioni, un processo che finisce a gabbie vuote'', argomenta ancora Grasso, ''ho ripensato alle parole di Antonino Caponnetto, guida del pool anti mafia,: 'ragazzo, vai a schiena dritta e a testa alta e segui la tua coscienza. Questo - chiosa -mi da' una serenita' eccezionale''. Considerazioni che esaltano la platea, riunita in un ultimo caloroso applauso quando Grasso saluta ricordando che ''i miei punti di riferimento sono i giudici Falcone, Borsellino e Chinnici: i loro - chiosa - sono i valori che io spero di riuscire a trasmettere ai giovani''. (ANSA). AG 06-OTT-12 16:30

giovedì 19 luglio 2012

BORSELLINO: GRASSO, CERCARE VERITA' SU MORTI E MISTERI

(ANSA) - ROMA, 19 LUG - ''Con gli esempi di Falcone e Borsellino, e' impossibile non continuare a cercare la verita', prima sulle loro morti e poi sui tanti misteri''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso a Radiomontecarlo. ''Quindi - ha aggiunto Grasso - trasferiamo la nostra memoria in maniera piu' veritiera e corretta possibile ai giovani, oggi ventenni, che nascevano in quei giorni. Abbiamo una grossa responsabilita' nei loro confronti: dobbiamo continuare a ricordare''. (ANSA). NE 19-LUG-12 15:06

martedì 17 luglio 2012

BORSELLINO: GRASSO, MI DISSE 'C'E' DELL'ESPLOSIVO PER ME'

DIECI GIORNI PRIMA DI STRAGE, 'MA NON VOLLE ABBANDONARE PALERMO'

(ANSA) - ROMA, 17 LUG - ''Vidi per l'ultima volta Paolo Borsellino dieci giorni prima della strage di via D'Amelio: mi disse che gli era giunta notizia che c'era pronto dell'esplosivo per lui e che alcuni amici gli avevano consigliato di andar via da Palermo e lui commento' che quelli non erano amici, perche' non poteva andarsene deludendo tanta gente''. Cosi' il procuratore nazionale antimaia, Pietro Grasso, ricorda il magistrato ucciso dalla mafia. ''Non e' giusto - poi ha sottolineato Grasso - ricordare Borsellino soltanto nell'anniversario della morte, io lo ricordo ogni giorno''. (ANSA). NE 17-LUG-12 16:26

mercoledì 6 giugno 2012

MAFIA: GRASSO, PORTO SEMPRE CON ME L' ACCENDINO DI FALCONE

'MI AIUTA A SUPERARE AVVERSITA' NELLA LOTTA AL CRIMINE'

(ANSA) - ROMA, 6 GIU - A lezione con il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. L'incontro tra il magistrato e il giornalista Attilio Bolzoni si e' svolto alla libreria Fandango di Roma. A presentarlo il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che ha esordito: ''Abbiamo pensato che non fosse giusto ricordare solo le stragi di Capaci e di via D'Amelio solo con un approccio celebrativo. Dopo vent'anni, abbiamo tentato di costruire un percorso di 'Lezioni Civili' prima di tutto per riflettere sull'Italia, su quegli anni, su cosa e come eravamo e cosa e' avvenuto di positivo e negativo in questi anni''. Grasso ha ripercorso le tappe della sua carriera, anche attraverso il rapporto con Giovanni Falcone: ''Conservo di lui un ricordo, un accendino d'argento - ha raccontato mostrando l'accendino - che mi consegno' dicendomi che voleva smettere di fumare e che avrei dovuto riconsegnarglielo se avesse ripreso. Ce l'ho ancora qua e lo tengo sempre con me per superare le avversita' che la lotta contro la criminalita' puo' comportare''. Poi una riflessione sulle due stragi in cui persero la vita Falcone e Borsellino. ''Io penso che i moventi di entrambe le stragi si possano accomunare: c'e' un movente chiaramente vendicativo punitivo; c'e' una causale preventiva per quello che potevano continuare a fare; il terzo movente e' quello terroristico. In entrambi i casi si compie qualcosa che deve intimidire''. (ANSA) YJ4-CNT 06-GIU-12 22:14

mercoledì 23 maggio 2012

FALCONE: GRASSO, NESSUNO TOCCHI I NOSTRI RAGAZZI

(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Nessuno tocchi i nostri ragazzi che oggi hanno dimostrato di non avere paura di niente''. Lo ha detto Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, prendendo la parola sul palco allestito davanti l'albero Falcone a palermo davnti a circa 10 mila persone. Interrotto continuamente dagli applausi delle migliaia di ragazzi che si trovano in via Notarbartolo Grasso ha detto: ''I ragazzi con la loro presenza qui oggi hanno dimostrato di volersi riappropriare del loro territorio e della scuola. Sono loro i destinatari della forza rappresentata da chi come Falcone e Borsellino hanno sacrificato la loro vita per la giustizia. Sono i ragazzi i venti buoni e favorevoli che porteranno via l'indifferenza e la rassegnazione, quei venti in grado di spalancare le finestre dei palazzi del potere di Roma, quei venti in grado di fare volare via i soldi sporchi degli usurai e dei ladri evasori''. Dopo l'intervento di Grasso e' stato suonato il minuto di silenzio e subito dopo Baglioni ha cantato l'inno nazionale.(ANSA). Y5P-FK/GIU 23-MAG-12 18:26

FALCONE: GRASSO, SPAZZARE VIA VERITA' NASCOSTE

(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - Dalle stragi di Capaci e via D'Amelio ''sono passati 20 anni e tanti venti dobbiamo creare col soffio di ciascuno di noi. Venti che portino via usurai, truffatori, ladri, evasori, che spazzino via le trattative funeste, le verita' nascoste, la voglia di non sapere''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso parlando dal palco allestito in via Notarbartolo vicino all'albero di Falcone. ''Alziamo la testa, diciamo no alla mafia, combattiamo uniti'' ha esortato Grasso sottolineando la necessita' di non accettare compromessi, non 'baciare le mani'. Dopo aver ricordato Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli uomini delle loro scorte morti nelle stragi del '92, Grasso ha fatto un implicito riferimento ai fatti di Brindisi. ''Nessuno tocchi i nostri ragazzi che oggi hanno dimostrato - ha detto - di non aver paura. Si sono riappropriati del loro territorio: la scuola''.(ANSA). CLL/PA6 23-MAG-12 18:20

FALCONE: GRASSO COMMOSSO, DARE VALORE A MEMORIA

(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - Un commosso Piero Grasso (''la commozione non passa, neanche dopo 20 anni'', dice), ha ricordato Giovanni Falcone intervenendo all'aula bunker dell'Ucciardone, alla presenza, tra gli altri, del premier Mario Monti e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''Siamo qui - ha detto - per dare il giusto valore alla memoria e al patrimonio morale lasciato da Giovanni e da Paolo Borsellino''. Grasso ha ricordato la ''tenacia proverbiale di Falcone e le sue strategie nella lotta contro la mafia, non sempre comprese dai suoi contemporanei''. ''La memoria - ha concluso Grasso - e' cio' che consente di portare avanti le idee di Giovanni e di Paolo''. (ANSA). TE 23-MAG-12 11:35

martedì 15 maggio 2012

MAFIA: GRASSO, PENSIERO FALCONE MI AIUTA SOPPORTARE CRITICHE

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - ''Pensando alle delegittimazioni che hanno sopportato in vita Falcone e Borsellino mi sento fortunato per quelle che capitano a me''. Il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, ha fatto un implicito riferimento alle polemiche sollevate dalle sue affermazioni sul governo Berlusconi e sul suo collega Antonio Ingroia, nel suo intervento alla presentazione delle iniziative per celebrare il XX anniversario della strage di Capaci. ''Questo pensiero mi induce a sopportare ancora meglio le critiche che mi vengono fatte'' ha affermato Grasso stigmatizzando qualsiasi tentativo di ostacolare la liberta' di pensiero e di espressione. (ANSA). CLL 15-MAG-12 14:05

venerdì 11 maggio 2012

SALONE LIBRO: GRASSO, CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE CULTURALE

IL PROCURATORE PRESENTA IL LIBRO 'LIBERI TUTTI'

(ANSA) - TORINO, 11 MAG - ''A chi mi chiede quale legge vorrei venisse promulgata dico una legge che vieti a chi fa politica di fare affari''. Lo ha detto il procuratore antimafia Piero Grasso ai ragazzi oggi al Salone del Libro di Torino presentando il suo libro 'Liberi tutti' (Sperling & Kupfer), uscito in aprile e il cui titolo riprende quanto si dice durante il gioco del 'nascondino'. ''Chi interviene alla fine del gioco dice 'Liberi tutti' - ha spiegato Grasso - proiettandosi sul gruppo in un atto di condivisione che mi e' sempre piaciuto''. Parlando di lotta alla mafia Grasso ha detto di trarre sempre una grande forza personale negli incontri con i giovani: ''Ho bisogno del vostro sogno giovanile di cambiamento, dell'antimafia della speranza per completare il mio lavoro di antimafia basata sulla repressione del crimine mafioso che da solo non basta piu'''. ''I giovani - ha aggiunto - sono ingenui, gli anziani piu' cinici, oggi c'e' bisogno di una rivolta culturale, non possiamo piu' permetterci eroi, abbiamo bisogno di un movimento di massa, nella consapevolezza che la mafia non e' solo quella che uccide, ma e' un modo di essere. Bisogna partire dal basso e capire che chiedere favori, privilegi, evadere le tasse, rivendere gli appalti, svuotare le casse pubbliche, significa dare le basi alla mafia. Occorre una vera educazione alla legalita'''. ''In Italia c'e' una grande crisi di legalita' - ha proseguito Grasso -: auspico un potere politico che non cerchi solo il consenso, soprattutto al momento del voto, ma che si occupi del bene comune. Ci sono ancora troppi sprechi di denaro pubblico, si pensi alle tante opere mai concluse. Quando ci chiedono sacrifici dovrebbero pero' contrastare gli sprechi. C'e' ancora un pericoloso parallelismo tra la politica deteriore, spesso locale, e la mafia''. Grasso ha concluso dicendo che i suoi punti di riferimento sono ancora Falcone e Borsellino ''perche' hanno fatto tutto fino alla fine con la consapevolezza di rischiare la vita. Per non deludere me e tutti voi''. Ha poi mostrato ai ragazzi l'accendino che gli diede Falcone poco prima di morire dicendogli che glielo avrebbe richiesto se avesse ripreso a fumare: ''Lo tengo sempre in tasca, lo tocco quando ho bisogno di sentirlo vicino''. (ANSA). BEC 11-MAG-12 17:56

martedì 27 marzo 2012

MAFIA: GRASSO, PASSI AVANTI FRUTTO LAVORO FALCONE-BORSELLINO

'NON E' PIU' FENOMENO SOLO DEL SUD MA DIFFUSO TUTTA ITALIA'

(ANSA) - PERUGIA, 27 MAR - La mafia non e' un fenomeno che possa dirsi ancora eliminato ma sono stati fatti ''tanti passi avanti, frutto del lavoro avviato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino''. A dirlo e' stato oggi il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che a Perugia ha aperto il corso dedicato a ''mafia e antimafia'' nell'ambito della facolta' di scienze politiche. Iniziativa promossa in collaborazione con l'associazione Libera. Secondo Grasso - che ha parlato in un'aula gemita di studenti - ''non bisogna pero' mai allentare la presa''. ''Perche' appena lo si fa - ha aggiunto - 'cosa nostra' si riorganizza''. ''Occorre pensare - ha sottolineato ancora il magistrato - che la mafia ormai non e' un fenomeno solo del sud, ma si e' diffuso in tutta Italia. Anche al centro e al nord. Oggi fa piu' affari che violenza e dove cio' accade sceglie anche di non far accendere i riflettori delle indagini e della repressione. Diventa un tutto invisibile, con serie difficolta' per farla venire fuori. Occorrono indagini approfondite insieme a cittadini e istituzioni che collaborano''. Grasso ha parlato di una sorta di ''welfare'' della mafia ''che non puo' operare senza il consenso dei cittadini''. Ha poi sostenuto che oggi si e' creata ''un'area grigia di soggetti non mafiosi ma che fanno la vera forza'' dell'organizzazione criminale. Tecnici, imprenditori, burocrati ''che operano in favore della mafia come una sorta di rete o club nel quale ci si scambiano favori''. Grasso ha infine chiesto da ''ciascuno di noi atti di rivolta morale contro tutte le mafie''. ''C' e' bisogno di antimafia - ha concluso il procuratore - e c' e' bisogno di speranza''. (ANSA). SEB 27-MAR-12 15:34

mercoledì 21 marzo 2012

MAFIA: GRASSO,ANCHE IO VITTIMA PERCHE' COLPITO NEGLI AFFETTI

MI MANCANO COLLEGHI COME FALCONE E BORSELLINO

(ANSA) - NAPOLI, 21 MAR - ''Oggi e' un giorno importante. La memoria e' fondamentale perche' i nostri giovani non hanno vissuto eventi che ci hanno ferito e di cui portiamo ancora i segni come le stragi con gli omicidi Falcone e Borsellino. Sotto questo profilo mi sento un po' anche io vittima perche' sono stato colpito negli affetti della mancanza di questi miei colleghi che sono stati uccisi''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, a Napoli in occasione del Giorno della Memoria e dell'impegno svoltosi al Teatrino di Corte di Palazzo Reale con il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. ''Si tratta - ha aggiunto - di una giornata particolare perche' noi facciamo sentire la voce di Napoli e della Campania contro la camorra. Le forze di polizia, la magistratura combattono da anni senza sosta ne' tentennamenti questa battaglia. Abbiamo bisogno che tutte le istituzioni collaborino, che la societa' civile scelga di stare dalla nostra parte''. Per combattere gli intrecci tra camorra e parti delle istituzioni ''c'e' la speranza che si possa veramente cambiare questo sistema attraverso la conoscenza, la responsabilita' dei colpevoli. Un Paese civile e moderno - secondo Grasso deve dare non solo risarcimento a vittime di mafia e ai loro familiari ma attraverso la punizione dei colpevoli dare ristoro morale e psicologico alle vittime. Un Paese deve curare anche quest'aspetto''. Per Grasso e' fondamentale ''una giustizia che funzioni, che sia rapida, veloce e che possa punire i responsabili. Lo dobbiamo alle vittime e per questo non ci fermiamo di fronte al passare del tempo, non ci acquietiamo rispetto alla definitivita' di certe sentenze o ricostruzione processuali di certo fatti. Lo abbiamo dimostrato con la strage di via D'Amelio che dopo tanti anni e' stata rimessa in discussione''.(ANSA). YW9-TOR 21-MAR-12 14:18

lunedì 4 aprile 2011

CRIMINALITA': GRASSO A STUDENTI, NON STATE ALLA FINESTRA

PROCURATORE ANITMAFIA, ABBIATE MODELLI COME FALCONE E BORSELLINO

(ANSA) - NAPOLI, 4 APR - Un invito a tutti i cittadini e, soprattutto ai giovani, affinche' portino ''il loro contributo per realizzare la democrazia''. Questo l'appello che il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso ha rivolto agli studenti delle scuole medie superiori che ha incontrato all' Universita' Suor Orsola Benincasa a Napoli. Circa trecento i ragazzi che hanno ascoltato le parole del procuratore nell'ambito del ciclo di orientamento 'La scelta del diritto' promosso dall'ateneo partenopeo. Grasso ha testimoniato ai giovani la sua esperienza professionale e umana riportando fatti e indagini. ''Non e' piu' tempo di stare alla finestra - ha detto il procuratore ai ragazzi - dobbiamo intervenire, partecipare per contribuire alla costruzione del futuro''. Un futuro che nelle regioni del Mezzogiorno deve fare i conti con la presenza di organizzazioni criminali che, ha detto, ''soddisfano i bisogni esistenziali di alcune categorie sociali e, pertanto, nelle nostre realta' e' ancor piu' importante comprendere determinati fenomeni per evitare che le organizzazioni criminali possano trarre consenso dalla società perche' - ha aggiunto Grasso - l'affermazione dello Stato puo' avvenire soltanto attraverso l'organizzazione dello Stato e le sue regole''. Ai giovani napoletani il procuratore Grasso chiede un cambio di passo ''come avvenuto a Palermo, dove - ha spiegato - il consenso sociale oggi lo hanno i poliziotti che arrestano i mafiosi''. Il maggior pericolo per i giovani, secondo il Procuratore Antimafia, e' costituito ''dal disimpegno sociale, dalla mancanza di senso civico, da un generale senso di sfiducia nelle istituzioni, nelle forze dell'ordine in un Paese che vive una grave crisi di legalita'''. Ai ragazzi, l'invito ''a meritare e conquistare cio' che si desidera senza aspettare il santo protettore e a non credere a chi concede liberta' senza regole perche' - ha sottolineato - questo e' l'orizzonte culturale proposto da chi ci vuole mantenere nella condizione di sudditi''. ''Seguite i vostri sogni, le vostre idee - ha detto Grasso - stando attenti a che siano quelle giuste''. Di qui l'invito ad avere dei modelli di riferimento che non siano l'immagine o il denaro. ''I miei modelli - ha concluso il Procuratore Antimafia - sono stati Falcone e Borsellino, persone con cui ho lavorato e che mi sono state sottratte al lavoro e agli affetti''. (ANSA). YKN-PTR 04-APR-11 16:40

martedì 25 gennaio 2011

MAFIA:GRASSO,SERVE IMPEGNO,NON SI DEVE RESTARE ALLA FINESTRA

LECTIO MAGISTRALIS DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA A NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 25 GEN - Le mafie, il contrasto alla criminalita' organizzata, le relazioni con l'area grigia, la necessita' di una formazione costante dei giovani per combattere la malavita. Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha tenuto una lectio magistralis alla facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' Federico II di Napoli. Il procuratore ha parlato ai ragazzi del master in Criminologia e diritto penale, analisi criminale e politiche della sicurezza urbana, in collaborazione anche con la Facolta' di Lettere e Filosofia dell'ateneo federiciano. E' stata l'occasione per ricordare i legami tra la criminalita' organizzata e l'area grigia, i colletti bianchi. ''Il fine delle organizzazioni criminali e' il profitto illecito - ha detto - cercano il consenso e lo portano su un piatto d'argento alla politica alla quale chiede in cambio di gestire insieme il potere''. E gioca a favore della criminalita' un atteggiamento di sfiducia in cio' che accade che porta i cittadini a disinteressarsi della lotta e del contrasto al fenomeno criminale. ''Ma la lotta alle mafie - ha precisato - non puo' essere lasciata solo a forze dell'ordine e magistratura''. Appare forte il disimpegno sociale e ''la diffusa tentazione che ognuno guardi alle proprie cose, ma nessuno puo' restare a guardare alla finestra''. ''Oggi l'etica sembra ridotta a un patteggiamento - ha sottolineato - se i cittadini vedessero dei risultati, se fossero perseguiti gli obiettivi della collettivita' e non dei singoli, allora sarebbe facile superare sfiducia , indifferenza e rassegnazione''. La mancanza di lavoro, la disoccupazione, ''e' criminogena'' e spinge il cittadino a percorrere la strada del ''clientelismo, negazione di qualsiasi forma di meritocrazia''. ''Certa mediazione politica - ha sottolineato - e' parallela a quella di tipo mafioso perche' e' una relazione tra chi ha un bisogno, in questo caso di lavoro, e chi ha il potere di soddisfare questo bisogno''. Il clientelismo, precisa poi Grasso, e' ''il momento piu' basso della politica''. ''Quando mi viene chiesto quali esempi seguire io penso a Borsellino e Falcone - ha concluso - Al primo, dopo la strage di Capaci, molti consigliarono di lasciar perdere, ma lui disse che non era amico chi gli suggeriva di smettere di combattere. A Falcone, invece, Buscetta disse che la mafia non dimentica. Falcone, dal canto suo, gli rispose che dopo di lui ci sarebbero stati altri a continuare la lotta alla malavita e noi siamo qua''. (ANSA). YW9-LN/BOM 25-GEN-11 17:16

venerdì 6 agosto 2010

MAFIA: GRASSO,QUEI MIEI COMPAGNI TRINCEA CHE PORTO NEL CUORE

LA VERITA' POSSIAMO CHIEDERLA SOLO A COLLABORATORI GIUSTIZIA

(ANSA) - PALERMO, 6 AGO - ''Queste persone le porto sempre con me. Costa, Cassara', Montana, Falcone e Borsellino sono sempre con me. E' come se sei in trincea e ti muore un compagno''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso a Palermo per commemorare il vicequestore Ninni Cassara' e dell'agente Roberto Antiochia uccisi 25 anni fa. Ancora pero' le indagini su queste morti non hanno portato risultati concreti e i parenti delle vittime chiedono giustizia. ''La cerchiamo sempre la verita' - ha detto Grasso - solo ai collaboratori di giustizia possiamo chiederla. L'episodio Spatuzza insegna che dopo tanti anni cerchiamo di avere uno sprazzo, un barlume che ci consenta di riaprire anche indagini che appaiono sepolte. Non lasciamo nulla di intentato''. (ANSA). Y7P-NU/GIM 06-AGO-10 10:35

lunedì 19 luglio 2010

BORSELLINO: GRASSO, FORSE ADESSO VERITA' PIU' VICINA

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - ''Molti dicono che ci sono poche persone a commemorare Paolo Borsellino, ma il problema non e' la presenza qui in via D'Amelio ma il cambiamento che sicuramente c'e' stato nelle coscienze''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, in via Mariano D'Amelio per ricordare il giudice ucciso assieme alla scorta 18 anni fa. ''Questi anni non sono passati invano - ha ribadito - Tanti palermitani hanno reagito a momenti come questi. C'e' un nuovo modo di vivere e affrontare le cose. Forse adesso la verita' e' piu' vicina. In ogni caso, io l'ho sempre cercata ovunque si trovi''. (ANSA). Y7P-NU/GIU 19-LUG-10 19:01

BORSELLINO: GRASSO, LO RICORDO OGNI GIORNO

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - ''Io ricordo ogni giorno Paolo Borsellino e le altre vittime della mafia, come Giovanni Falcone. Oggi sono qui perche' e' un'occasione particolare, ma non c'e' giorno che io non pensi a loro''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ha partecipato, a Palermo, alla cerimonia di commemorazione organizzata per il 18/o anniversario della strage di via D'Amelio. (ANSA). SR/GIM 19-LUG-10 11:18

BORSELLINO: GRASSO,CHE NON FU SOLO MAFIA LO SAPPIAMO DA ANNI

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - ''Che la strage di via D'Amelio non fu solo responsabilita' della mafia lo sapevamo da anni. E' un'intuizione vecchia. Ora il problema e' trovare gli elementi processuali che accertino questa verita'''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso intervenuto alla cerimonia di commemorazione dell'eccidio in cui persero la vita Paolo Borsellino e la sua scorta organizzata nella caserma della polizia Lungaro a Palermo. ''Non si puo' parlare di costi o di tempi - ha aggiunto -. Le vittime hanno il diritto di conoscere quanta piu' verita' possibile''. Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del procuratore aggiunto di Caltanissetta Domenico Gozzo, che ha definito la strage di via D'Amelio un ''golpe'', Grasso ha risposto: ''non parlo di indagini in corso''. (ANSA). SR/GIM 19-LUG-10 11:15

giovedì 27 maggio 2010

MAFIA:GRASSO A RAGAZZI,MIEI MODELLI NE' VELINE NE' CALCIATORI

(ANSA) - FIRENZE, 27 MAG - ''I miei modelli sono Falcone, Borsellino, Chelazzi, Caponnetto, questi sono i miei miti, i miei eroi, non sono cantanti, veline o calciatori'': lo ha detto Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, intervenendo ad un incontro a Firenze coi ragazzi di due scuole medie fiorentine e di un istituto tecnico di Lucca. ''Sono coloro che mi aiutano a continuare ogni giorno in questa lotta alla mafia'', ha aggiunto Grasso, che ha parlato nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio. (ANSA). RED-MU/DLM 27-MAG-10 13:01

domenica 23 maggio 2010

FALCONE: GRASSO, ERA INVISO A TANTI CENTRI DI INTERESSE

(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Falcone era il nemico numero uno della mafia, ma era inviso anche a tanti centri di interesse. Era un personaggio scomodo per il suo impegno per il recupero della legalita' che urtava gli interessi di troppa gente''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervenendo al convegno organizzato nel bunker dell'Ucciardone per il diciottesimo anniversario dell'uccisione di Falcone. ''Falcone e Borsellino - ha aggiunto - sono i miti, i punti di riferimento che mi aiutano nei momenti di sconforto. Falcone non si sarebbe accontentato di ridimensionare la mafia, ma voleva aggredire la specificita' che rende la mafia un soggetto che partecipa al potere anche con le sue relazioni esterne''. (ANSA). SR 23-MAG-10 12:27