Lui ha fatto cose talmente eclatanti...
Roma, 30 gen. (TMNews) - "Giovanni Falcone ha fatto cose talmente
eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, mi sembra un fuor
d`opera". Lo ha detto l'ex procuratore nazionale antimafia Pietro
Grasso, capolista del Pd al Senato nel Lazio, ad Agorà, su Rai
Tre, in riferimento allo scontro tra il pm Ilda Boccassini e il
leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia.
"C`è da riconsiderare - continua Grasso - ciò che ha subito
Giovanni Falcone nella sua vita: ha subito un attentato
all`Addaura ed è stato accusato di esserselo procurato da solo; è
stato accusato di aver insabbiato le carte dei processi nel
rapporto con la politica; è stato accusato di fare il
professionista dell`antimafia; è stato accusato di andare nei
palazzi della politica, dove effettivamente è riuscito a fare una
legislazione che tutti ci invidiano".
Pol/Arc
30-GEN-13 10:38
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mercoledì 30 gennaio 2013
giovedì 29 novembre 2012
MAFIA: PROCURATORE GRASSO,PER VINCERLA C'E' BISOGNO DI TUTTI
(ANSA) - ROMA, 29 NOV - ''Con me tengo sempre un accendino,
ormai diventato una reliquia. Me lo diede Falcone dicendomi che
aveva deciso di smettere di fumare. Non potro' mai piu'
restituirglielo ma mi aiuta tantissimo nei momenti di
difficolta' per andare avanti''. E' ancora visibilmente commosso
il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso quando racconta
i suoi ricordi. E questa mattina lo ha fatto davanti a decine e
decine di studenti nell'ambito dell'iniziativa 'Lezioni civili
in ricordo di Falcone e Borsellino' promossa dalla Provincia di
Roma.
''La mafia non e' solo un problema criminale - ha spiegato il
procuratore ai ragazzi seduti in platea - ma anche sociale,
economico e politico. Per questo c'e' bisogno che tutti
collaborino per evitare che prenda ancor piu' piede''.
''Roma e' un territorio scelto dalla mafia come grande
mercato di investimento - ha commentato il presidente della
Provincia di Roma, Nicola Zingaretti -. Oggi e' in atto un
scontro, una battaglia culturale che bisogna affrontare a viso
aperto e tutti insieme uniti perche' la mafia colpisce
soprattutto quando si e' soli''. Agli studenti di diversi
istituti della Provincia di Roma sono state consegnate delle
magliette con stampati i volti di Falcone e Borsellino ed un
libro che raccoglie le varie testimonianze, interventi e
dibattiti avvenuti durante il ciclo delle nove 'Lezioni
civili'.(ANSA).
YRT-TAG/SIG
29-NOV-12 12:28
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venerdì 23 novembre 2012
MAFIA: GRASSO, DOPO FALCONE E BORSELLINO TOCCAVA A ME
(ANSA) - PALERMO, 23 NOV - ''Dopo Falcone e Borsellino
toccava a me per mettere ancora sotto pressione lo Stato e
spingerlo a trattare, perche' subito dopo le stragi occorreva
dare un altro 'colpettino'. In questo senso sono stato 'oggetto'
della trattativa. Fortunatamente cio' non avvenne''.
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso
alla presentazione del suo libro 'Liberi tutti' a palazzo
Branciforte, a Palermo, parlando del piano per ucciderlo pensato
dalle cosche e assimilando la strategia della mafia a ''una
finalita' stragista tanto simile, in un particolare periodo, al
terrorismo''.
''La strategia della tensione si sposto' fuori dalla Sicilia,
- ha continuato - pensando ad altri obiettivi come la Torre di
Pisa o le spiagge dell'Adriatico fino ad arrivare agli Uffizi a
Firenze, Roma e Milano''. (ANSA).
YP4-SR/GIU
23-NOV-12 19:24
venerdì 16 novembre 2012
MAFIA: GRASSO MOSTRA A STUDENTI L'ACCENDINO DI FALCONE
'DA ANNI LO PORTO SEMPRE CON ME'. INIZIATIVA IN TOSCANA
(ANSA) - FIRENZE, 16 NOV - L'accendino che fu di Giovanni Falcone mostrato ad alcune classi di studenti di una scuola media in Toscana: anche cosi', con un colpo un po' a sorpresa, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha richiamato a Tavarnelle Val di Pesa l'attenzione di un pubblico di giovanissimi sulla figura di Giovanni Falcone. E' successo durante la parte dell'incontro dedicata alle domande degli studenti: un ragazzo ha chiesto a Grasso un ricordo di Falcone e Borsellino. Il procuratore nazionale antimafia ha ripercorso alcuni episodi relativi ai due magistrati impegnati sul fronte antimafia, poi, di colpo, ha mostrato l'accendino di Falcone, esibendolo per lunghi istanti durante cui sono partiti anche applausi. ''Da anni lo porto sempre con me'', ha detto Grasso.(ANSA). GUN 16-NOV-12 16:52
(ANSA) - FIRENZE, 16 NOV - L'accendino che fu di Giovanni Falcone mostrato ad alcune classi di studenti di una scuola media in Toscana: anche cosi', con un colpo un po' a sorpresa, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha richiamato a Tavarnelle Val di Pesa l'attenzione di un pubblico di giovanissimi sulla figura di Giovanni Falcone. E' successo durante la parte dell'incontro dedicata alle domande degli studenti: un ragazzo ha chiesto a Grasso un ricordo di Falcone e Borsellino. Il procuratore nazionale antimafia ha ripercorso alcuni episodi relativi ai due magistrati impegnati sul fronte antimafia, poi, di colpo, ha mostrato l'accendino di Falcone, esibendolo per lunghi istanti durante cui sono partiti anche applausi. ''Da anni lo porto sempre con me'', ha detto Grasso.(ANSA). GUN 16-NOV-12 16:52
sabato 6 ottobre 2012
ANSA/ MAFIA: GRASSO A S.PATRIGNANO, DECIDERE DA CHE PARTE STARE
PROCURATORE, EMOZIONA COMUNITA' NEL SEGNO FALCONE E BORSELLINO
(ANSA) - SAN PATRIGNANO (RIMINI), 6 OTT - Un intero auditorium, fitto di giovani, rapito dal racconto di una esistenza e dall'esortazione a una ''scelta radicale''. Dalle parole dense di emozione per l'esempio e l'eredita' lasciate dai giudici Falcone e Borsellino. Doveva essere un semplice saluto, quello del Procuratore generale antimafia, Pietro Grasso, ai tanti ragazzi saliti sulle colline riminesi per l'edizione 2012 dei 'WeFree Days'. Invece, a San Patrignano e' andata in scena una vera e propria lezione di vita. Applaudita e commossa. ''La scelta deve essere radicale - attacca il magistrato -: bisogna scegliere, nella vita, da che parte stare. Lo dico sempre quando parlo di mafia - aggiunge -: con la sola violenza e la repressione non riusciamo a risolvere il problema. Invece - ammonisce - dobbiamo coinvolgere la gente, i giovani, smuovere le loro coscienze: la vita e' frutto di scelte, anche le cose piu' stupide possono indirizzare'' una esistenza. Segnarla in maniera indelebile. Davanti ai giovani, a San Patrignano per riflettere sulle dipendenze e sul disagio nell'eta' verde, Grasso ripercorre la sua vita, toccando il tasto della scelta fatta nel 1985, quando gli venne proposto di fare il giudice a latere nel maxi processo alla mafia, ''cambiando per sempre'' il suo percorso. ''Ne parlai con mia moglie - racconta - se mi avesse detto di no, avrei dato le dimissioni: non avrei avuto il coraggio di tornare a lavorare con i miei colleghi dopo avere rifiutato la proposta''. Certo, spiega, ''e' stato difficile'', anche per le pressioni sulla famiglia e per il timore per il figlio, allora 14enne. ''Un giorno era andato in palestra a giocare a basket, al citofono di casa, una voce disse: 'i figli si sa quando escono, non si sa se ritornano...'''. In pratica, osserva, ''gli e' stata rovinata la fanciullezza e per anni ho sentito in lui un rancore sordo verso il lavoro che gli aveva tolto un padre. Abbiamo recuperato il rapporto dopo la strage di Capaci e la morte di Falcone perche' ha capito che nel nostro lavoro si puo' anche morire'' per difendere valori, principi e giustizia. Passaggi difficili, molto applauditi dai ragazzi riuniti a San Patrignano, consequenziali ad ''una scelta'' di fondo precisa e netta. Nei giorni del maxi processo alla cupola mafiosa, quelli del lavoro ininterrotto ''per scrivere le motivazioni delle sentenze in tempo per evitare prescrizioni e scarcerazioni, un processo che finisce a gabbie vuote'', argomenta ancora Grasso, ''ho ripensato alle parole di Antonino Caponnetto, guida del pool anti mafia,: 'ragazzo, vai a schiena dritta e a testa alta e segui la tua coscienza. Questo - chiosa -mi da' una serenita' eccezionale''. Considerazioni che esaltano la platea, riunita in un ultimo caloroso applauso quando Grasso saluta ricordando che ''i miei punti di riferimento sono i giudici Falcone, Borsellino e Chinnici: i loro - chiosa - sono i valori che io spero di riuscire a trasmettere ai giovani''. (ANSA). AG 06-OTT-12 16:30
(ANSA) - SAN PATRIGNANO (RIMINI), 6 OTT - Un intero auditorium, fitto di giovani, rapito dal racconto di una esistenza e dall'esortazione a una ''scelta radicale''. Dalle parole dense di emozione per l'esempio e l'eredita' lasciate dai giudici Falcone e Borsellino. Doveva essere un semplice saluto, quello del Procuratore generale antimafia, Pietro Grasso, ai tanti ragazzi saliti sulle colline riminesi per l'edizione 2012 dei 'WeFree Days'. Invece, a San Patrignano e' andata in scena una vera e propria lezione di vita. Applaudita e commossa. ''La scelta deve essere radicale - attacca il magistrato -: bisogna scegliere, nella vita, da che parte stare. Lo dico sempre quando parlo di mafia - aggiunge -: con la sola violenza e la repressione non riusciamo a risolvere il problema. Invece - ammonisce - dobbiamo coinvolgere la gente, i giovani, smuovere le loro coscienze: la vita e' frutto di scelte, anche le cose piu' stupide possono indirizzare'' una esistenza. Segnarla in maniera indelebile. Davanti ai giovani, a San Patrignano per riflettere sulle dipendenze e sul disagio nell'eta' verde, Grasso ripercorre la sua vita, toccando il tasto della scelta fatta nel 1985, quando gli venne proposto di fare il giudice a latere nel maxi processo alla mafia, ''cambiando per sempre'' il suo percorso. ''Ne parlai con mia moglie - racconta - se mi avesse detto di no, avrei dato le dimissioni: non avrei avuto il coraggio di tornare a lavorare con i miei colleghi dopo avere rifiutato la proposta''. Certo, spiega, ''e' stato difficile'', anche per le pressioni sulla famiglia e per il timore per il figlio, allora 14enne. ''Un giorno era andato in palestra a giocare a basket, al citofono di casa, una voce disse: 'i figli si sa quando escono, non si sa se ritornano...'''. In pratica, osserva, ''gli e' stata rovinata la fanciullezza e per anni ho sentito in lui un rancore sordo verso il lavoro che gli aveva tolto un padre. Abbiamo recuperato il rapporto dopo la strage di Capaci e la morte di Falcone perche' ha capito che nel nostro lavoro si puo' anche morire'' per difendere valori, principi e giustizia. Passaggi difficili, molto applauditi dai ragazzi riuniti a San Patrignano, consequenziali ad ''una scelta'' di fondo precisa e netta. Nei giorni del maxi processo alla cupola mafiosa, quelli del lavoro ininterrotto ''per scrivere le motivazioni delle sentenze in tempo per evitare prescrizioni e scarcerazioni, un processo che finisce a gabbie vuote'', argomenta ancora Grasso, ''ho ripensato alle parole di Antonino Caponnetto, guida del pool anti mafia,: 'ragazzo, vai a schiena dritta e a testa alta e segui la tua coscienza. Questo - chiosa -mi da' una serenita' eccezionale''. Considerazioni che esaltano la platea, riunita in un ultimo caloroso applauso quando Grasso saluta ricordando che ''i miei punti di riferimento sono i giudici Falcone, Borsellino e Chinnici: i loro - chiosa - sono i valori che io spero di riuscire a trasmettere ai giovani''. (ANSA). AG 06-OTT-12 16:30
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venerdì 28 settembre 2012
MORTO VIGNA: GRASSO, FECE PASSO INDIETRO DAVANTI A FALCONE (2)
(ANSA) - PALERMO, 28 SET - ''Quella volta - dice - Vigna
telefono' a Falcone per dirgli: ritiro la mia domanda perche'
nessuno meglio di te puo' ricoprire questa funzione''.
''La stima - aggiunge Grasso - nei suoi confronti e'
cresciuta nel tempo. L'ho conosciuto e apprezzato quando
dirigeva a Firenze le indagini sulle stragi del 1993. Poi come
procuratore nazionale antimafia. Fu proprio lui a mandarmi a
Firenze per lavorare con i pm Gabriele Chelazzi e Giovanni
Nicolosi ancora sulle stragi. A lui debbo la mia nomina a
procuratore nazionale antimafia aggiunto prima di essere
nominato procuratore a Palermo''.
''La cosa che piu' manchera' al Paese - conclude - sono il
suo impegno, la sua professionalita', la sua esperienza e la
lucidita' mantenuta fino all'ultimo soffio di vita. A me
mancheranno la sua passione per il gioco dello scopone, che
usava per allenare la mente, l'amico, l'uomo, l'affetto''.
(ANSA).
YP8-FK
28-SET-12 17:31
MORTO VIGNA: GRASSO, FECE PASSO INDIETRO DAVANTI A FALCONE
(ANSA) - PALERMO, 28 SET - ''Ho cominciato a stimare
Pierluigi Vigna quando fece un passo indietro dopo avere appreso
che Giovanni Falcone aveva presentato domanda per la Procura
nazionale antimafia appena istituita''. Cosi' il procuratore
nazionale antimafia Pietro Grasso ricorda il magistrato di cui
e' stato per anni collaboratore e amico. (SEGUE).
YP8-FK
28-SET-12 17:27
giovedì 30 agosto 2012
VENEZIA: GRASSO, DA FILM SU FALCONE VALORI SOCIETA' DIVERSA
(V. 'VENEZIA: 'CONVITTO FALCONE', PER LEGALITA'....'DELLE 19.45)
(ANSA) - VENEZIA, 30 AGO - ''Questo film e questa diffusione di valori e' fondamentale per costruire una societa' del domani diversa, contro tutte le mafie''. Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha concluso cosi' il suo intervento di commento al film 'Convitto Falcone', che e' stato proiettato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. ''Penso che, rispetto alla mia funzione istituzionale - ha detto Grasso - sia come pm che come giudice del maxiprocesso, la cosa piu' importante della mia vita siano i contatti avuti con i giovani: si possono arrestare le persone, ma se non si crea nelle istituzioni, e poi nella societa' civile, la coscienza e la cultura della partecipazione, e se non c'e' lotta di massa, in cui i singoli individui si uniscono condividendo valori, e' difficile ottenere quella vittoria finale che tutti auspichiamo''. Grasso ha quindi sottolineato l'importanza dell'educazione alla legalita'. ''I giovani mi chiedono: chi sono i punti di riferimento? Quali i modelli a cui ispirarsi? Questo perche' i comportamenti virtuosi non sono portati all'attenzione generale come i comportamenti negativi. C'e' dunque voglia di etica''. E gli esempi citati dal procuratore ''ci confortano a continuare sulla strada intrapresa''. ''Il dramma - ha concluso Grasso - e' che il futuro di chi si oppone alla mafia e' lontano dalla propria terra. Finche' noi adulti non cambiamo tutto questo sistema, dunque, non vi puo' essere una vera speranza di cambiamento''. (ANSA). YWQ-GM 30-AGO-12 20:09
(ANSA) - VENEZIA, 30 AGO - ''Questo film e questa diffusione di valori e' fondamentale per costruire una societa' del domani diversa, contro tutte le mafie''. Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha concluso cosi' il suo intervento di commento al film 'Convitto Falcone', che e' stato proiettato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. ''Penso che, rispetto alla mia funzione istituzionale - ha detto Grasso - sia come pm che come giudice del maxiprocesso, la cosa piu' importante della mia vita siano i contatti avuti con i giovani: si possono arrestare le persone, ma se non si crea nelle istituzioni, e poi nella societa' civile, la coscienza e la cultura della partecipazione, e se non c'e' lotta di massa, in cui i singoli individui si uniscono condividendo valori, e' difficile ottenere quella vittoria finale che tutti auspichiamo''. Grasso ha quindi sottolineato l'importanza dell'educazione alla legalita'. ''I giovani mi chiedono: chi sono i punti di riferimento? Quali i modelli a cui ispirarsi? Questo perche' i comportamenti virtuosi non sono portati all'attenzione generale come i comportamenti negativi. C'e' dunque voglia di etica''. E gli esempi citati dal procuratore ''ci confortano a continuare sulla strada intrapresa''. ''Il dramma - ha concluso Grasso - e' che il futuro di chi si oppone alla mafia e' lontano dalla propria terra. Finche' noi adulti non cambiamo tutto questo sistema, dunque, non vi puo' essere una vera speranza di cambiamento''. (ANSA). YWQ-GM 30-AGO-12 20:09
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MAFIA: GRASSO,SERVE 'STRAORDINARIA ORDINARIETA'' ISTITUZIONI
(ANSA) - VENEZIA, 30 AGO - Per il procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso servirebbe alle istituzioni la
consapevolezza che la lotta a Cosa Nostra e' un atto di
''straordinaria ordinarieta', perche' si tratta di una lotta al
potere''. ''Tanto e' fatto - ha aggiunto -, creando una
conoscenza e una consapevolezza che prima non c'erano. Cosa
Nostra e' destrutturata, non ancora distrutta completamente, ma
messa in una situazione in cui puo' operare solo sul piccolo
cabotaggio locale, senza commettere altro''. ''Pero' - ha
osservato Grasso, intervenendo alla proiezione del
cortometraggio 'Convitto Falcone' alla Mostra del Cinema di
Venezia - ci sono tante altre criminalita' che hanno bisogno di
'cura' sul territorio''. Citando la frase di Falcone, secondo il
quale per un'azione incisiva ''occorrebbe un omicidio eccellente
all'anno'', Grasso ha auspicato ''un cambiamento di
atteggiamento nelle istituzioni''.
''Questi fenomeni - ha detto - sono sentiti particolarmente
in momenti eclatanti, di grande emozione. Bisogna invece capire
che si tratta di una 'straordinaria ordinarieta', perche' si
tratta di una lotta al potere. E poi il fenomeno, dal Sud, si e'
spostato sempre piu' al Nord: il metodo mafioso ha contribuito a
influenzare piano piano un certo malaffare, richiedendo
complicita' e omerta' anche laddove non c'e' presenza
mafiosa''.(ANSA).
YWQ-GM
30-AGO-12 20:02
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giovedì 19 luglio 2012
BORSELLINO: GRASSO, CERCARE VERITA' SU MORTI E MISTERI
(ANSA) - ROMA, 19 LUG - ''Con gli esempi di Falcone e
Borsellino, e' impossibile non continuare a cercare la verita',
prima sulle loro morti e poi sui tanti misteri''. Lo ha detto il
procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso a Radiomontecarlo.
''Quindi - ha aggiunto Grasso - trasferiamo la nostra memoria
in maniera piu' veritiera e corretta possibile ai giovani, oggi
ventenni, che nascevano in quei giorni. Abbiamo una grossa
responsabilita' nei loro confronti: dobbiamo continuare a
ricordare''. (ANSA).
NE
19-LUG-12 15:06
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mercoledì 6 giugno 2012
MAFIA: GRASSO, PORTO SEMPRE CON ME L' ACCENDINO DI FALCONE
'MI AIUTA A SUPERARE AVVERSITA' NELLA LOTTA AL CRIMINE'
(ANSA) - ROMA, 6 GIU - A lezione con il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. L'incontro tra il magistrato e il giornalista Attilio Bolzoni si e' svolto alla libreria Fandango di Roma. A presentarlo il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che ha esordito: ''Abbiamo pensato che non fosse giusto ricordare solo le stragi di Capaci e di via D'Amelio solo con un approccio celebrativo. Dopo vent'anni, abbiamo tentato di costruire un percorso di 'Lezioni Civili' prima di tutto per riflettere sull'Italia, su quegli anni, su cosa e come eravamo e cosa e' avvenuto di positivo e negativo in questi anni''. Grasso ha ripercorso le tappe della sua carriera, anche attraverso il rapporto con Giovanni Falcone: ''Conservo di lui un ricordo, un accendino d'argento - ha raccontato mostrando l'accendino - che mi consegno' dicendomi che voleva smettere di fumare e che avrei dovuto riconsegnarglielo se avesse ripreso. Ce l'ho ancora qua e lo tengo sempre con me per superare le avversita' che la lotta contro la criminalita' puo' comportare''. Poi una riflessione sulle due stragi in cui persero la vita Falcone e Borsellino. ''Io penso che i moventi di entrambe le stragi si possano accomunare: c'e' un movente chiaramente vendicativo punitivo; c'e' una causale preventiva per quello che potevano continuare a fare; il terzo movente e' quello terroristico. In entrambi i casi si compie qualcosa che deve intimidire''. (ANSA) YJ4-CNT 06-GIU-12 22:14
(ANSA) - ROMA, 6 GIU - A lezione con il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. L'incontro tra il magistrato e il giornalista Attilio Bolzoni si e' svolto alla libreria Fandango di Roma. A presentarlo il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che ha esordito: ''Abbiamo pensato che non fosse giusto ricordare solo le stragi di Capaci e di via D'Amelio solo con un approccio celebrativo. Dopo vent'anni, abbiamo tentato di costruire un percorso di 'Lezioni Civili' prima di tutto per riflettere sull'Italia, su quegli anni, su cosa e come eravamo e cosa e' avvenuto di positivo e negativo in questi anni''. Grasso ha ripercorso le tappe della sua carriera, anche attraverso il rapporto con Giovanni Falcone: ''Conservo di lui un ricordo, un accendino d'argento - ha raccontato mostrando l'accendino - che mi consegno' dicendomi che voleva smettere di fumare e che avrei dovuto riconsegnarglielo se avesse ripreso. Ce l'ho ancora qua e lo tengo sempre con me per superare le avversita' che la lotta contro la criminalita' puo' comportare''. Poi una riflessione sulle due stragi in cui persero la vita Falcone e Borsellino. ''Io penso che i moventi di entrambe le stragi si possano accomunare: c'e' un movente chiaramente vendicativo punitivo; c'e' una causale preventiva per quello che potevano continuare a fare; il terzo movente e' quello terroristico. In entrambi i casi si compie qualcosa che deve intimidire''. (ANSA) YJ4-CNT 06-GIU-12 22:14
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mercoledì 23 maggio 2012
FALCONE: GRASSO, NESSUNO TOCCHI I NOSTRI RAGAZZI
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Nessuno tocchi i nostri ragazzi
che oggi hanno dimostrato di non avere paura di niente''. Lo ha
detto Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, prendendo
la parola sul palco allestito davanti l'albero Falcone a palermo
davnti a circa 10 mila persone.
Interrotto continuamente dagli applausi delle migliaia di
ragazzi che si trovano in via Notarbartolo Grasso ha detto: ''I
ragazzi con la loro presenza qui oggi hanno dimostrato di
volersi riappropriare del loro territorio e della scuola. Sono
loro i destinatari della forza rappresentata da chi come Falcone
e Borsellino hanno sacrificato la loro vita per la giustizia.
Sono i ragazzi i venti buoni e favorevoli che porteranno via
l'indifferenza e la rassegnazione, quei venti in grado di
spalancare le finestre dei palazzi del potere di Roma, quei
venti in grado di fare volare via i soldi sporchi degli usurai e
dei ladri evasori''. Dopo l'intervento di Grasso e' stato
suonato il minuto di silenzio e subito dopo Baglioni ha cantato
l'inno nazionale.(ANSA).
Y5P-FK/GIU
23-MAG-12 18:26
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FALCONE: GRASSO, SPAZZARE VIA VERITA' NASCOSTE
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - Dalle stragi di Capaci e via
D'Amelio ''sono passati 20 anni e tanti venti dobbiamo creare
col soffio di ciascuno di noi. Venti che portino via usurai,
truffatori, ladri, evasori, che spazzino via le trattative
funeste, le verita' nascoste, la voglia di non sapere''. Lo ha
detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso parlando
dal palco allestito in via Notarbartolo vicino all'albero di
Falcone. ''Alziamo la testa, diciamo no alla mafia, combattiamo
uniti'' ha esortato Grasso sottolineando la necessita' di non
accettare compromessi, non 'baciare le mani'.
Dopo aver ricordato Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e
tutti gli uomini delle loro scorte morti nelle stragi del '92,
Grasso ha fatto un implicito riferimento ai fatti di Brindisi.
''Nessuno tocchi i nostri ragazzi che oggi hanno dimostrato - ha
detto - di non aver paura. Si sono riappropriati del loro
territorio: la scuola''.(ANSA).
CLL/PA6
23-MAG-12 18:20
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FALCONE: GRASSO COMMOSSO, DARE VALORE A MEMORIA
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - Un commosso Piero Grasso (''la
commozione non passa, neanche dopo 20 anni'', dice), ha
ricordato Giovanni Falcone intervenendo all'aula bunker
dell'Ucciardone, alla presenza, tra gli altri, del premier Mario
Monti e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
''Siamo qui - ha detto - per dare il giusto valore alla
memoria e al patrimonio morale lasciato da Giovanni e da Paolo
Borsellino''.
Grasso ha ricordato la ''tenacia proverbiale di Falcone e le
sue strategie nella lotta contro la mafia, non sempre comprese
dai suoi contemporanei''.
''La memoria - ha concluso Grasso - e' cio' che consente di
portare avanti le idee di Giovanni e di Paolo''. (ANSA).
TE
23-MAG-12 11:35
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FALCONE: GRASSO A STUDENTI, SU MEMORIA COSTRUIAMO FUTURO
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Sulla memoria costruiamo il
nostro futuro''. Cosi Piero Grasso ha salutato, sotto una
pioggia battente, le migliaia di studenti accorsi al porto di
Palermo per le manifestazioni del ventennale delle stragi di
Capaci, subito dopo lo sbarco delle navi della legalita'.
''Sono felice di vedere che ogni anno i ragazzi sono sempre
di piu' - ha detto Maria Falcone - dopo le stragi c'e' stata la
svolta, perche' tutto e' cambiato e la societa' civile ha
chiesto alla politica di fare piazza pulita; e' un traguardo che
non abbiamo ancora raggiunto, ma mi auguro avvenga presto. Qui
ci sono ragazzi che hanno meno di 20 anni e che hanno ritrovato,
attraverso la memoria di Giovanni, i valori di legalita' e
giustizia. Il messaggio che arriva tutti gli anni dalle scuole
trasmette voglia di cambiare''. (ANSA).
YP4-NU/GIM
23-MAG-12 10:18
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FALCONE: GRASSO, IN INDAGINI SERVE AIUTO DI CHI SA
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Per fare piena luce sulle stragi
del '92 serve la collaborazione di chi sa, di quelli che ancora
non hanno detto tutto''. Lo ha detto a margine della cerimonia
in ricordo del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia
vent'anni fa, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
(ANSA).
SR/MRS
23-MAG-12 10:02
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martedì 22 maggio 2012
MAFIA: GRASSO, PIU' POTERI A DNA E DIA
(ANSA) - ROMA, 22 MAG - Il procuratore nazionale antimafia
Pietro Grasso chiede che sia completato il progetto che Giovanni
Falcone aveva in mente sulla procura nazionale antimafia e sulla
direzione investigativa antimafia, ''alle quali devono essere
attribuite tutte le competenze necessarie a centralizzare le
indagini sulla criminalita' organizzata e le competenze delle
migliori esperienze specializzate delle forze dell'ordine''.
Grasso ha ricordato - parlando alla presentazione del libro 'Pax
mafiosa o guerra? A 20 dalle stragi di Parlermo' dell'ex
ministro dell'interno Vincenzo Scotti nella sala conferenze di
Piazza Montecitorio - che e' rimasta inapplicata la norma
pensata da Falcone in forza della quale ''tutte le indagini
antimafia dovevano essere condotte in maniera centralizzata,
dalla direzione investigativa antimafia, con uomini interforze,
Falcone voleva realizzare una struttura come quella dell'Fbi''.
Grasso ha poi ricordato che ''non ci sono regole sulla
competenza nella fase delle indagini preliminari, e questo
produce vicende strane per cui avviene, non so come, che, a
Potenza, nascano indagini sulla Lombardia'', ha rilevato Grasso,
aggiungendo che servono dei ''rimedi'' per far si' che anche la
direzione nazionale antimafia ''abbia quella definizione delle
funzioni ipotizzata da Falcone: abbiamo aspettato 17 anni per
avere la competenza sulla legge Rognoni-La Torre in materia di
confisca dei beni dei patrimoni mafiosi''. ''Non cessero' mai di
fare il procuratore nazionale antimafia - ha concluso Grasso -
finche' ci sara' un giorno utile per continuare a portare avanti
questo discorso e a portare a compimento il 'disegno di
Falcone'''. (ANSA).
NM/LP
22-MAG-12 14:40
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sequestro e confisca beni
giovedì 17 maggio 2012
>ANSA-INTERVISTA/ GRASSO, OGGI NEMICO E' MAFIA DEGLI AFFARI
FALCONE DICEVA,'BISOGNA SEGUIRE DENARO';C'E'ANCORA TANTO DA FARE
(di Valeria Robecco)
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAG - La sfida oggi sul piano nazionale e internazionale e' quella di combattere un nemico in continuo mutamento, una mafia degli affari in evoluzione e camaleontica che, per stare al passo con i tempi, si riesce a mimetizzare all'ombra della societa' civile e a infiltrare negli ambienti imprenditoriali. E' il messaggio del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, a New York per partecipare a un dibattito organizzato dall'Onu sulla criminalita' trasnazionale, a cui ha preso parte anche il Guardasigilli Paola Severino. ''Non farei una distinzione tra vecchia e nuova mafia - ha detto all'ANSA Grasso -. I fini sono sempre gli stessi, ma la criminalita' organizzata ha la capacita' di adattarsi a tutti i cambiamenti sociali ed economici, e quindi ai mercati. In questo senso oggi e' una mafia degli affari''. Il Procuratore sottolinea che ''in Italia - per usare una metafora - abbiamo in un certo senso provocato il veleno, trovato l'antidoto attraverso una serie di misure che tutto il mondo ci invidia e che sono state frutto di un lavoro continuo anche sul sangue dei nostri martiri. Non sono solo Falcone e Borsellino, ma i 12 giudici uccisi nella Sicilia occidentale e tutte le altre persone, imprenditori, politici, giornalisti e anche cittadini innocenti''. Un sistema secondo Grasso costruito gia' ai tempi di Falcone, ma che oggi deve sempre piu' essere perfezionato: ''Per esempio con norme sull'antiriciclaggio o sul voto di scambio politico-mafioso, sulla corruzione, sull'evasione fiscale, sulla reintroduzione del falso in bilancio: leggi che servono a darci gli strumenti per meglio incidere sulle organizzazioni criminali''. ''C'e' tanto ancora da fare'', sottolinea. ''Falcone lo diceva molti anni fa, segui il denaro per trovare la mafia'': la soluzione quindi e' cercare i soldi, ma il problema e' trovarli, e questo e' un problema transnazionale, perche' i reati vengono commessi in piu' Paesi e coinvolgono piu' Paesi. Sul piano internazionale evidentemente non si puo' solo arrivare ad una serie di intese, ma serve una legislazione interna ad ogni Paese. I proventi della malavita vengono riciclati in Stati franchi nei quali si nascondono i mafiosi latitanti o i soldi sporchi che poi vengono riciclati. ''Abbiamo bisogno di norme omogenee, e di ottenere una forma di cooperazione, in maniera tale da poter agire e seguire la criminalita' organizzata in tutte le sue manifestazioni anche all'estero'', spiega Grasso, sottolineando che oggi la mafia cerca di effettuare i traffici in Paesi poveri e con una democrazia debole perche' con il potere economico ha poi il progetto di condizionare anche il potere politico. ''L'Onu da questo punto di vista ha uno strumento importantissimo che e' la convenzione di Palermo del 2000, voluta proprio da Falcone'', ribadisce il Procuratore. Ma non basta che le varie Nazioni firmino e ratifichino il documento se poi nella loro legislazione interna non approvano norme che possano consentire reciprocita' nella cooperazione. ''Il nostro scopo - conclude - e' far applicare nel mondo la Convenzione di Palermo, che contiene gia' tutti quegli elementi che noi utilizziamo nella repressione del fenomeno mafioso''. (ANSA). SV 17-MAG-12 13:01
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAG - La sfida oggi sul piano nazionale e internazionale e' quella di combattere un nemico in continuo mutamento, una mafia degli affari in evoluzione e camaleontica che, per stare al passo con i tempi, si riesce a mimetizzare all'ombra della societa' civile e a infiltrare negli ambienti imprenditoriali. E' il messaggio del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, a New York per partecipare a un dibattito organizzato dall'Onu sulla criminalita' trasnazionale, a cui ha preso parte anche il Guardasigilli Paola Severino. ''Non farei una distinzione tra vecchia e nuova mafia - ha detto all'ANSA Grasso -. I fini sono sempre gli stessi, ma la criminalita' organizzata ha la capacita' di adattarsi a tutti i cambiamenti sociali ed economici, e quindi ai mercati. In questo senso oggi e' una mafia degli affari''. Il Procuratore sottolinea che ''in Italia - per usare una metafora - abbiamo in un certo senso provocato il veleno, trovato l'antidoto attraverso una serie di misure che tutto il mondo ci invidia e che sono state frutto di un lavoro continuo anche sul sangue dei nostri martiri. Non sono solo Falcone e Borsellino, ma i 12 giudici uccisi nella Sicilia occidentale e tutte le altre persone, imprenditori, politici, giornalisti e anche cittadini innocenti''. Un sistema secondo Grasso costruito gia' ai tempi di Falcone, ma che oggi deve sempre piu' essere perfezionato: ''Per esempio con norme sull'antiriciclaggio o sul voto di scambio politico-mafioso, sulla corruzione, sull'evasione fiscale, sulla reintroduzione del falso in bilancio: leggi che servono a darci gli strumenti per meglio incidere sulle organizzazioni criminali''. ''C'e' tanto ancora da fare'', sottolinea. ''Falcone lo diceva molti anni fa, segui il denaro per trovare la mafia'': la soluzione quindi e' cercare i soldi, ma il problema e' trovarli, e questo e' un problema transnazionale, perche' i reati vengono commessi in piu' Paesi e coinvolgono piu' Paesi. Sul piano internazionale evidentemente non si puo' solo arrivare ad una serie di intese, ma serve una legislazione interna ad ogni Paese. I proventi della malavita vengono riciclati in Stati franchi nei quali si nascondono i mafiosi latitanti o i soldi sporchi che poi vengono riciclati. ''Abbiamo bisogno di norme omogenee, e di ottenere una forma di cooperazione, in maniera tale da poter agire e seguire la criminalita' organizzata in tutte le sue manifestazioni anche all'estero'', spiega Grasso, sottolineando che oggi la mafia cerca di effettuare i traffici in Paesi poveri e con una democrazia debole perche' con il potere economico ha poi il progetto di condizionare anche il potere politico. ''L'Onu da questo punto di vista ha uno strumento importantissimo che e' la convenzione di Palermo del 2000, voluta proprio da Falcone'', ribadisce il Procuratore. Ma non basta che le varie Nazioni firmino e ratifichino il documento se poi nella loro legislazione interna non approvano norme che possano consentire reciprocita' nella cooperazione. ''Il nostro scopo - conclude - e' far applicare nel mondo la Convenzione di Palermo, che contiene gia' tutti quegli elementi che noi utilizziamo nella repressione del fenomeno mafioso''. (ANSA). SV 17-MAG-12 13:01
mercoledì 16 maggio 2012
MAFIA: GRASSO, FALCONE UCCISO ANCHE PER FERMARE TANGENTOPOLI
(ANSA) - PALERMO, 16 MAG - ''Certamente Falcone, come
Borsellino, erano dei nemici da bloccare per quello che potevano
continuare a fare. Ma l'attentato di Capaci, per le modalita'
non usuali per Cosa Nostra, fu anche un messaggio di tipo
terroristico non tanto eversivo quanto conservativo per frenare
le spinte che venivano fuori da tangentopoli contro una politica
che era in crisi''. Queste le valutazioni del Procuratore
nazionale antimafia Pietro Grasso in un'intervista rilasciata al
Corriere.it.
''Per noi e' lacerante intuire ma non potere ancora
dimostrare'', afferma Grasso secondo il quale ''la strategia
stragista sia iniziata prima di Capaci e cioe' con l'omicidio
Lima. E' li' che scatta un segnale per cui lo stesso Falcone mi
disse 'Adesso puo' succedere di tutto' ''.
Grasso racconta anche dei suoi rapporti personali: ''Falcone
suscitava tanta invidia perche' essendo un fuoriclasse metteva
in luce la mediocrita' degli altri''. Nel corso dell'intervista
Grasso mostrato anche l'accendino di Falcone. ''Per e' una
reliquia. Me lo lascio' Giovanni alcuni giorni prima
dell'attentato. Aveva smesso di fumare e mi disse: 'Tienilo tu,
me lo restituirai se dovessi riprendere a fumare'. Ogni tanto
penso di doverglielo ridare. Lo tengo sempre in tasca e mi aiuta
a superare i momenti difficili pensando anche a tutti gli
attacchi che subi' Falcone''. (ANSA).
NU
16-MAG-12 11:16
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