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sabato 9 febbraio 2013
MAFIA: GRASSO, LOTTA A BOSS DEVE DIVENTARE LOTTA SOCIALE
Palermo, 9 feb. - (Adnkronos) - "La lotta contro la mafia non e'
solo un problema di repressione, ma deve diventare una lotta sociale
attraverso la sconfitta del bisogno. Occorre riuscire a scegliere da
che parte stare e ognuno deve fare la sua parte, anche in politica''.
Lo ha detto Pietro Grasso, incontrando a Brancaccio a Palermo, insieme
con Corradino Mineo, capolista Pd al Senato in Sicilia, le
associazioni. ''Io ero procuratore a Palermo quando le strade erano
lastricate di sangue, capisco la sofferenza - ha detto Grasso - Ho
vissuto la vicenda di Padre Puglisi e sentito vari pentiti, tra cui
Spatuzza. Attraverso le indagini abbiamo scoperto che i Graviano
volevano fare passare l'omicidio di padre Puglisi come commesso da un
rapinatore, e per avvalorare questa ipotesi i boss volevano bruciare
il corpo di un rapinatore vicino a casa sua, per far passare il
messaggio della mafia 'giustiziera'. Ma la partecipazione dei
cittadini di Brancaccio e' stata tale dopo l'omicidio da impedire
questo piano. Il ragazzo ucciso e' stato poi abbandonato in una strada
vicina. Queste storie fanno pensare a quanto la mafia vuole entrare
nel sociale, per questo bisogna reagire. Bisogna alzare la testa''.
(Ter/Ct/Adnkronos)
09-FEB-13 14:43
venerdì 23 novembre 2012
MAFIA: GRASSO,AVERE CONSAPEVOLEZZA DEL FENOMENO RENDE LIBERI
(ANSA) - PALERMO, 23 NOV - ''Liberi tutti!'' e' un gioco che
diventa anche un auspicio nell'ultimo libro del procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso, cosi' intitolato.
''Avere la consapevolezza di un fenomeno rende gia' piu'
liberi - ha detto il procuratore alla presentazione del suo
libro a palazzo Branciforte a Palermo - Per 12 anni sono stato
sostituto procuratore a Palermo, quando ancora si discuteva
dell'esistenza della mafia e c'era chi la definiva
un'organizzazione di bande criminali o la faceva risalire a un
problema antropologico connaturato alla natura dei siciliani''.
''Poi, solo dopo Buscetta - ha spiegato - sono arrivate le
prime chiavi di lettura del fenomeno. Con le sue rilevazioni
chiarisce che cosa nostra e' un'organizzazione criminale che ha
dei consiglieri comunali organicamente inseriti in totale
riservatezza al suo interno, e che costituiscono quasi
patrimonio esclusivo del capomafia, sempre a sua disposizione''.
''La mafia - ha aggiunto Grasso - non e' solo criminalita'
violenta ma relazioni esterne, con persone che costituiscono la
sua vera forza e che fanno da intermediari con la societa',
dando dignita' all'organizzazione; un capomafia come Riina non
avrebbe mai potuto riciclare capitali mafiosi senza dei
commercialisti o dei politici in grado di costituire un comitato
d'affari per cosa nostra''.
(ANSA).
YP4-SR/GIU
23-NOV-12 19:22
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