(V 'RACKET: NO DENUNCIA IMPRESE...' DELLE 11,30)
(ANSA) - ROMA, 30 MAR - ''Speriamo che questa prima sanzione
possa incentivare gli imprenditori taglieggiati a denunciare gli
estorsori per evitare ulteriori danni: e' un segnale forte
all'imprenditoria sana che lavora nel settore dei pubblici
appalti e che non puo' consentire che i soldi dei cittadini, i
soldi pubblici di noi tutti, possano finire, tramite gli stessi
imprenditori, nelle tasche della criminalita' organizzata''.
Cosi' il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, ha
commentato l'avvio, su richiesta della Dda di Reggio Calabria,
delle sanzioni per il consorzio Kalos e la societa' New Labour,
i cui titolari non avevano denunciato di pagare il pizzo alla
cosca calabrese Tegano nell'ambito dell'appalto per la pulizia
dei convogli ferroviari della stazione centrale di Reggio
Calabria.
Adesso, ha proseguito Grasso, ''sara' l'Autorita' sulla
vigilanza sugli appalti pubblici, presieduta da Giuseppe
Brienza, a pubblicare sull'osservatorio dei contratti pubblici
l'estromissione delle due societa', con sede legale a Milano,
nei confronti delle quali e' scattata la prima applicazione
della norma del pacchetto sicurezza che sanziona l'omessa
denuncia della richiesta estorsiva. Tale pubblicazione impedira'
che per i prossimi tre anni siano aggiudicati appalti alle due
imprese in questione, alle quali, inoltre, verra' rescisso il
contratto in corso''. (ANSA).
NM/FV
30-MAR-11 18:23
mercoledì 30 marzo 2011
lunedì 28 marzo 2011
MAFIA:GRASSO,NON STA IN CIELO NE' IN TERRA DIRE NORD MAFIOSO
(ANSA) - ASCOLI PICENO, 28 MAR - ''Non sta in cielo ne' in
terra dire che il nord Italia sia diventato mafioso. Piu'
corretto dire che ci sono presenze a macchia di leopardo, in una
societa' che cerca comunque di contrastare questi fenomeni''.
Cosi' il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso,
intervenuto oggi ad Ascoli Piceno a un convegno sullo
sfruttamento e la tratta di prostitute, organizzato dalla
Questura ascolana, dove il figlio Maurilio dirige la Squadra
mobile.
Interpellato sulla preoccupazione per possibili
infiltrazioni criminali in Italia, connesse all'arrivo di un
gran numero di profughi e clandestini dal Nord Africa a
Lampedusa, Grasso ha invitato alla cautela. ''Seguiamo la
situazione con attenzione - ha detto -. Piu' che vere
organizzazione criminali, di situazioni del genere possono
approfittare singoli soggetti che introducono in Italia donne da
sfruttare per arricchirsi facilmente''.
Quanto alle Marche, la tratta di prostitute per fortuna e' un
fenomeno ridotto. ''Una regione dove c'e', piuttosto, piu'
sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con la
commissione di reati connessi, il piu' tipico dei quali e' lo
spaccio di droga'' ha osservato il procuratore antimafia.
''Scoprire se siamo in presenza di sfruttamento o di tratta di
esseri umani non e' facile. E' fondamentale la collaborazione
con le organizzazioni non governative, in modo che le procure
ordinarie possano trovare il punto di collegamento fra questi
due reati''. (ANSA).
YZC-MOR/GIG
28-MAR-11 14:05
sabato 26 marzo 2011
MAFIA: GRASSO, SU ROMANO NESSUNA VALUTAZIONE
(V. ''GOVERNO: ROMANO, PM USINO PURE....'' DELLE 8:20)
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''Con riferimento a quanto affermato dall'onorevole Saverio Romano nella sua intervista odierna al giornale La Repubblica, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso insieme al procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e al procuratore di Caltanisetta, Sergio Lari, precisano che gli elementi su cui si basa, secondo informazioni giornalistiche, la contestazione di corruzione aggravata nei confronti dello stesso onorevole, non sono mai stati oggetto di valutazione da parte loro, dato che sono stati acquisiti non nel 2004, ma in epoca successiva al loro trasferimento ad altri uffici''. Lo sottolinea una nota congiunta di Grasso, Pignatone e Lari. (ANSA). NM/MRS 26-MAR-11 20:33
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''Con riferimento a quanto affermato dall'onorevole Saverio Romano nella sua intervista odierna al giornale La Repubblica, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso insieme al procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e al procuratore di Caltanisetta, Sergio Lari, precisano che gli elementi su cui si basa, secondo informazioni giornalistiche, la contestazione di corruzione aggravata nei confronti dello stesso onorevole, non sono mai stati oggetto di valutazione da parte loro, dato che sono stati acquisiti non nel 2004, ma in epoca successiva al loro trasferimento ad altri uffici''. Lo sottolinea una nota congiunta di Grasso, Pignatone e Lari. (ANSA). NM/MRS 26-MAR-11 20:33
Etichette:
romano
giovedì 24 marzo 2011
PEDOFILIA: GRASSO, AMPLIARE COMPETENZA DDA SU REATI SESSUALI
PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA SU DDL CONVENZIONE LANZAROTE
(ANSA) - ROMA, 24 MAR - I reati sessuali sui minori, compresa la pornografia minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la pornografia virtuale, il turismo sessuale e l'adescamento dei ragazzini, devono essere di competenza delle direzioni distrettuali antimafia che gia' indagano sui reati di tratta finalizzata alla prostituzione e che sono piu' apprezzate per questo tipo di indagini. E' questo il parere espresso stamani dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ascoltato in commissione congiunta Giustizia ed Esteri, al Senato, a proposito del recepimento, con un apposito ddl, della convenzione di Lanzarote del 2007 contro lo sfruttamento sessuale dei minori. Grasso ha spiegato che ''sarebbe auspicabile affidare la competenza ad indagare su questi reati contro i minori al direzioni distrettuali antimafia anziche' alla magistratura ordinaria, perche' molti di questi delitti hanno una connotazione transnazionale e perche' le Dda dispongono di una polizia giudiziaria gia' altamente specializzata ed, inoltre, sarebbe opportuno centralizzare la direzione di queste indagini''. Grasso ha aggiunto che ''spesso le indagini sulla pedopornografia avvengono tramite agenti infiltrati sotto copertura, e potrebbero esserci dei problemi se a chi investiga non fosse noto che ci sono gia' 'lavori in corso' portati avanti da altri colleghi''. Grasso ha infine aggiunto che ''se la competenza alle indagini venisse affidata alla Dda, potrebbero venire usate tutte le norme che favoriscono la collaborazione dei 'pentiti' anche in questo ambito e il regime del carcere duro del 41bis''.(ANSA). NM/LOI 24-MAR-11 12:52
(ANSA) - ROMA, 24 MAR - I reati sessuali sui minori, compresa la pornografia minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la pornografia virtuale, il turismo sessuale e l'adescamento dei ragazzini, devono essere di competenza delle direzioni distrettuali antimafia che gia' indagano sui reati di tratta finalizzata alla prostituzione e che sono piu' apprezzate per questo tipo di indagini. E' questo il parere espresso stamani dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ascoltato in commissione congiunta Giustizia ed Esteri, al Senato, a proposito del recepimento, con un apposito ddl, della convenzione di Lanzarote del 2007 contro lo sfruttamento sessuale dei minori. Grasso ha spiegato che ''sarebbe auspicabile affidare la competenza ad indagare su questi reati contro i minori al direzioni distrettuali antimafia anziche' alla magistratura ordinaria, perche' molti di questi delitti hanno una connotazione transnazionale e perche' le Dda dispongono di una polizia giudiziaria gia' altamente specializzata ed, inoltre, sarebbe opportuno centralizzare la direzione di queste indagini''. Grasso ha aggiunto che ''spesso le indagini sulla pedopornografia avvengono tramite agenti infiltrati sotto copertura, e potrebbero esserci dei problemi se a chi investiga non fosse noto che ci sono gia' 'lavori in corso' portati avanti da altri colleghi''. Grasso ha infine aggiunto che ''se la competenza alle indagini venisse affidata alla Dda, potrebbero venire usate tutte le norme che favoriscono la collaborazione dei 'pentiti' anche in questo ambito e il regime del carcere duro del 41bis''.(ANSA). NM/LOI 24-MAR-11 12:52
Etichette:
minori,
pedofilia,
reati sessuali
venerdì 4 marzo 2011
MAFIA: BENI CONFISCATI; GRASSO,DIVENTI OCCASIONE DI SVILUPPO
(ANSA) - PALERMO, 4 MAR - ''Sequestrare e confiscare i beni
alla mafia e' compito della magistratura e delle forze di
polizia, che cosi' ne colpiscono il potere economico. La
destinazione d'uso sociale dei beni, invece, ne mette in crisi
il consenso''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia,
Piero Grasso, a margine del convegno conclusivo del primo corso
di formazione per amministratori giudiziari di beni confiscati
alla mafia, che si e' svolto nel Palazzo Steri di Palermo.
''Sequestro e confisca - ha aggiunto - devono essere visti
come fonte di sviluppo, per creare occupazione e servizi ai
cittadini''.
''Occorre - ha concluso Grasso - formare professionisti con
competenze specifiche, anche per evitare che la confisca dei
beni finisca per essere un peso nell'economia siciliana e
nazionale, piuttosto che un'occasione di sviluppo''. (ANSA).
YSH-FAN
04-MAR-11 20:00
Iscriviti a:
Post (Atom)