martedì 12 aprile 2011
P.BREVE: GRASSO, E' MODO PER FAR MORIRE IL PROCESSO
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Impropria la dizione di processo
breve... e' un modo per far finire il processo, per far morire
il processo, piuttosto che per provare le eventuali
responsabilita' di un colpevole o l'eventuale assoluzione di un
innocente''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia
Piero Grasso stasera a Firenze, dove ha partecipato ad un
dibattito. (ANSA).
GRO
12-APR-11 20:09
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processo breve
GIUSTIZIA: GRASSO, CON RIFORMA PM DIVENTEREBBERO PASSACARTE
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Con la separazione delle
carriere e togliendo loro il coordinamento della polizia
giudiziaria'', i pm ''diventerebbero dei passacarte e una sorta
di avvocati della polizia''. Lo ha detto il procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso parlando della riforma in
discussione, rispondendo ad una domanda del pubblico in un
dibattito a Firenze prima della messa in scena dello spettacolo
tratto dal suo libro ''Per non morire di Mafia''.
''Toglierebbero loro quella autonomia e indipendenza - ha
aggiunto - che non e' finalizzata al loro potere ma serve ad
effettuare quel controllo di legalita' che tutti i cittadini
vogliono, non certamente coloro che se ne vogliono approfittare
per avere vantaggi personali''. (ANSA).
GRO
12-APR-11 19:42
GIUSTIZIA: GRASSO, E' RIFORMA MAGISTRATI CHE INTIMIDISCE PM
VOGLIONO MINACCIARE, BLOCCARE SOPRATUTTO I PM
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Quella che vogliono fare passare piu' che una riforma della giustizia e' una riforma dei magistrati. Vogliono intimidire, minacciare, bloccare i magistrati, soprattutto i pm''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso questo pomeriggio a Firenze, partecipando al dibattito che precede la messa in scena dello spettacolo tratto dal suo libro 'Per non morire di mafia'. (ANSA). GRO 12-APR-11 19:35
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Quella che vogliono fare passare piu' che una riforma della giustizia e' una riforma dei magistrati. Vogliono intimidire, minacciare, bloccare i magistrati, soprattutto i pm''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso questo pomeriggio a Firenze, partecipando al dibattito che precede la messa in scena dello spettacolo tratto dal suo libro 'Per non morire di mafia'. (ANSA). GRO 12-APR-11 19:35
sabato 9 aprile 2011
MAFIA: GRASSO, ARRESTO PROVENZANO DIEDE SLANCIO A SPERANZA
PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, MA QUANTI SONO I NUOVI BOSS?
(ANSA) - PALERMO, 9 APR - La cattura, cinque anni fa, di Bernardo Provenzano non solo affermo' il potere dello Stato ma contribui' ad allentare la ''sudditanza psicologica'' dei siciliani rispetto alla mafia. Furono questi, dice all'ANSA il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, gli effetti dell'arresto del padrino dopo 43 anni di latitanza. ''Dopo poco tempo - ricorda Grasso - molti giovani chiesero di lavorare nei terreni confiscati alla mafia. Era il segno che finalmente si era dato slancio alla speranza di emancipazione dal condizionamento mafioso''. La caduta di Provenzano fu anche un ''colpo durissimo'' per l'organizzazione perche', sottolinea il procuratore, il boss era considerato un fondamentale ''punto di riferimento per le grandi decisioni strategiche di Cosa nostra''. L'importanza del suo ruolo e' dimostrata dal fatto che per un certo periodo l'organizzazione e' arrivata vicino a una condizione di ''disfacimento''. ''Stavolta il regime del 41 bis ha messo in crisi - dice Grasso - anche la regola che il capo mandamento in carcere non perde la sua autorita' e il suo potere tanto che veniva sostituito da un reggente per la gestione ordinaria degli affari''. Il vuoto creato dalle grandi operazioni di polizia ha costretto la mafia a ricorrere, secondo Grasso, a un tentativo di ricostituzione di una ''cupola'' e di una struttura di comando. ''Si tratta - aggiunge - di un'operazione resa difficile dal fatto che sono venuti meno molti punti di riferimento. Ma non si puo' pensare che Cosa nostra abbia dichiarato la resa totale. E' possibile che, oltre a Matteo Messina Denaro, siano nati nuovi boss. Gianni Nicchi era una meteora subito tramontata. Ma quanti altri come Nicchi si stanno muovendo dietro le quinte?''. (ANSA). YP8-NU 09-APR-11 18:33
(ANSA) - PALERMO, 9 APR - La cattura, cinque anni fa, di Bernardo Provenzano non solo affermo' il potere dello Stato ma contribui' ad allentare la ''sudditanza psicologica'' dei siciliani rispetto alla mafia. Furono questi, dice all'ANSA il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, gli effetti dell'arresto del padrino dopo 43 anni di latitanza. ''Dopo poco tempo - ricorda Grasso - molti giovani chiesero di lavorare nei terreni confiscati alla mafia. Era il segno che finalmente si era dato slancio alla speranza di emancipazione dal condizionamento mafioso''. La caduta di Provenzano fu anche un ''colpo durissimo'' per l'organizzazione perche', sottolinea il procuratore, il boss era considerato un fondamentale ''punto di riferimento per le grandi decisioni strategiche di Cosa nostra''. L'importanza del suo ruolo e' dimostrata dal fatto che per un certo periodo l'organizzazione e' arrivata vicino a una condizione di ''disfacimento''. ''Stavolta il regime del 41 bis ha messo in crisi - dice Grasso - anche la regola che il capo mandamento in carcere non perde la sua autorita' e il suo potere tanto che veniva sostituito da un reggente per la gestione ordinaria degli affari''. Il vuoto creato dalle grandi operazioni di polizia ha costretto la mafia a ricorrere, secondo Grasso, a un tentativo di ricostituzione di una ''cupola'' e di una struttura di comando. ''Si tratta - aggiunge - di un'operazione resa difficile dal fatto che sono venuti meno molti punti di riferimento. Ma non si puo' pensare che Cosa nostra abbia dichiarato la resa totale. E' possibile che, oltre a Matteo Messina Denaro, siano nati nuovi boss. Gianni Nicchi era una meteora subito tramontata. Ma quanti altri come Nicchi si stanno muovendo dietro le quinte?''. (ANSA). YP8-NU 09-APR-11 18:33
martedì 5 aprile 2011
TERREMOTO: GRASSO, IMPRENDITORI AQUILANI ISOLINO ILLEGALITA'
(ANSA) - L'AQUILA, 5 APR - ''Gli imprenditori aquilani
dovrebbero cercare di avere una parte importante in questa
ricostruzione. Loro chiedono, nel massimo del rispetto e della
legalita', di essere partecipi a questa ricostruzione. Da parte
nostra la massima disponibilita' per far capire che la legalita'
conviene per evitare che alcuni si possano avvantaggiare a
discapito della collettivita'''. Lo ha detto il procuratore capo
della Direzione nazionale antimafia (Dna), Pietro Grasso durante
un sopralluogo nel paese distrutto di Onna (L'Aquila).
''Le aggregazioni, le associazioni di imprenditori,
Confindustria e tutte le altre associazioni - ha aggiunto -
devono far si che vengano espulsi coloro che cercano per il
vantaggio della propria azienda di mettere in crisi tutto quanto
un comparto imprenditoriale''.
In riferimento al giro tra le macerie di Onna, Piero Grasso
ha detto di provare ''una grande emozione''. ''Vedere con i
proprio occhi - ha sottolineato - fa rendere conto della
tragedia che c'e' stata in questo paese con un'alta percentuale
di morti rispetto agli abitanti. La reazione deve essere quella
di impegnarsi per riconsegnare a queste persone quello che il
terremoto ha tolto. Noi dal punto di vista giudiziario ci
impegniamo a fare la nostra parte e possiamo chiedere che tutte
le istituzioni facciano la loro''. (ANSA).
Y6M-HNZ
05-APR-11 18:56
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