mercoledì 13 aprile 2011
P.BREVE:GRASSO,COME ARBITRO CHE DECIDE PARTITA A 80/O MINUTO
(ANSA) - PRATO, 13 APR - ''E' come se un arbitro pretendesse
di fischiare la fine di una partita di calcio all'ottantesimo
minuto, decidendo lui il risultato''. Lo ha detto il procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso, commentando il percorso
legislativo della cosiddetta legge sulla ''prescrizione breve'',
oggetto del dibattito parlamentare di questi giorni. Questa
mattina Grasso ha partecipato all'incontro sulla legalita'
davanti a centinaia di studenti dell'Istituto tecnico pratese
''Gramsci-Keynes''.
''Ho grande rispetto per il lavoro delle Camere - ha aggiunto
Grasso a margine della conferenza - il mio e' solo un parere''.
Rispondendo alla domanda di uno degli studenti il procuratore
nazionale ha poi precisato che ''il processo breve non ostacola
l'azione di contrasto alla mafia''.
(ANSA).
RED-FBB/SPO
13-APR-11 14:24
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prescrizione,
processo breve
martedì 12 aprile 2011
P.BREVE: GRASSO, E' MODO PER FAR MORIRE IL PROCESSO
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Impropria la dizione di processo
breve... e' un modo per far finire il processo, per far morire
il processo, piuttosto che per provare le eventuali
responsabilita' di un colpevole o l'eventuale assoluzione di un
innocente''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia
Piero Grasso stasera a Firenze, dove ha partecipato ad un
dibattito. (ANSA).
GRO
12-APR-11 20:09
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processo breve
GIUSTIZIA: GRASSO, CON RIFORMA PM DIVENTEREBBERO PASSACARTE
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Con la separazione delle
carriere e togliendo loro il coordinamento della polizia
giudiziaria'', i pm ''diventerebbero dei passacarte e una sorta
di avvocati della polizia''. Lo ha detto il procuratore
nazionale antimafia Piero Grasso parlando della riforma in
discussione, rispondendo ad una domanda del pubblico in un
dibattito a Firenze prima della messa in scena dello spettacolo
tratto dal suo libro ''Per non morire di Mafia''.
''Toglierebbero loro quella autonomia e indipendenza - ha
aggiunto - che non e' finalizzata al loro potere ma serve ad
effettuare quel controllo di legalita' che tutti i cittadini
vogliono, non certamente coloro che se ne vogliono approfittare
per avere vantaggi personali''. (ANSA).
GRO
12-APR-11 19:42
GIUSTIZIA: GRASSO, E' RIFORMA MAGISTRATI CHE INTIMIDISCE PM
VOGLIONO MINACCIARE, BLOCCARE SOPRATUTTO I PM
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Quella che vogliono fare passare piu' che una riforma della giustizia e' una riforma dei magistrati. Vogliono intimidire, minacciare, bloccare i magistrati, soprattutto i pm''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso questo pomeriggio a Firenze, partecipando al dibattito che precede la messa in scena dello spettacolo tratto dal suo libro 'Per non morire di mafia'. (ANSA). GRO 12-APR-11 19:35
(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - ''Quella che vogliono fare passare piu' che una riforma della giustizia e' una riforma dei magistrati. Vogliono intimidire, minacciare, bloccare i magistrati, soprattutto i pm''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso questo pomeriggio a Firenze, partecipando al dibattito che precede la messa in scena dello spettacolo tratto dal suo libro 'Per non morire di mafia'. (ANSA). GRO 12-APR-11 19:35
sabato 9 aprile 2011
MAFIA: GRASSO, ARRESTO PROVENZANO DIEDE SLANCIO A SPERANZA
PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, MA QUANTI SONO I NUOVI BOSS?
(ANSA) - PALERMO, 9 APR - La cattura, cinque anni fa, di Bernardo Provenzano non solo affermo' il potere dello Stato ma contribui' ad allentare la ''sudditanza psicologica'' dei siciliani rispetto alla mafia. Furono questi, dice all'ANSA il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, gli effetti dell'arresto del padrino dopo 43 anni di latitanza. ''Dopo poco tempo - ricorda Grasso - molti giovani chiesero di lavorare nei terreni confiscati alla mafia. Era il segno che finalmente si era dato slancio alla speranza di emancipazione dal condizionamento mafioso''. La caduta di Provenzano fu anche un ''colpo durissimo'' per l'organizzazione perche', sottolinea il procuratore, il boss era considerato un fondamentale ''punto di riferimento per le grandi decisioni strategiche di Cosa nostra''. L'importanza del suo ruolo e' dimostrata dal fatto che per un certo periodo l'organizzazione e' arrivata vicino a una condizione di ''disfacimento''. ''Stavolta il regime del 41 bis ha messo in crisi - dice Grasso - anche la regola che il capo mandamento in carcere non perde la sua autorita' e il suo potere tanto che veniva sostituito da un reggente per la gestione ordinaria degli affari''. Il vuoto creato dalle grandi operazioni di polizia ha costretto la mafia a ricorrere, secondo Grasso, a un tentativo di ricostituzione di una ''cupola'' e di una struttura di comando. ''Si tratta - aggiunge - di un'operazione resa difficile dal fatto che sono venuti meno molti punti di riferimento. Ma non si puo' pensare che Cosa nostra abbia dichiarato la resa totale. E' possibile che, oltre a Matteo Messina Denaro, siano nati nuovi boss. Gianni Nicchi era una meteora subito tramontata. Ma quanti altri come Nicchi si stanno muovendo dietro le quinte?''. (ANSA). YP8-NU 09-APR-11 18:33
(ANSA) - PALERMO, 9 APR - La cattura, cinque anni fa, di Bernardo Provenzano non solo affermo' il potere dello Stato ma contribui' ad allentare la ''sudditanza psicologica'' dei siciliani rispetto alla mafia. Furono questi, dice all'ANSA il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, gli effetti dell'arresto del padrino dopo 43 anni di latitanza. ''Dopo poco tempo - ricorda Grasso - molti giovani chiesero di lavorare nei terreni confiscati alla mafia. Era il segno che finalmente si era dato slancio alla speranza di emancipazione dal condizionamento mafioso''. La caduta di Provenzano fu anche un ''colpo durissimo'' per l'organizzazione perche', sottolinea il procuratore, il boss era considerato un fondamentale ''punto di riferimento per le grandi decisioni strategiche di Cosa nostra''. L'importanza del suo ruolo e' dimostrata dal fatto che per un certo periodo l'organizzazione e' arrivata vicino a una condizione di ''disfacimento''. ''Stavolta il regime del 41 bis ha messo in crisi - dice Grasso - anche la regola che il capo mandamento in carcere non perde la sua autorita' e il suo potere tanto che veniva sostituito da un reggente per la gestione ordinaria degli affari''. Il vuoto creato dalle grandi operazioni di polizia ha costretto la mafia a ricorrere, secondo Grasso, a un tentativo di ricostituzione di una ''cupola'' e di una struttura di comando. ''Si tratta - aggiunge - di un'operazione resa difficile dal fatto che sono venuti meno molti punti di riferimento. Ma non si puo' pensare che Cosa nostra abbia dichiarato la resa totale. E' possibile che, oltre a Matteo Messina Denaro, siano nati nuovi boss. Gianni Nicchi era una meteora subito tramontata. Ma quanti altri come Nicchi si stanno muovendo dietro le quinte?''. (ANSA). YP8-NU 09-APR-11 18:33
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