giovedì 3 maggio 2012

GIUSTIZIA: GRASSO, ACCELERARE PROCESSI NON DIVENTI IMPUNITA'

PROCURATORE: CHIARO LEGAME TRA CORRUZIONE E CRIMINE ORGANIZZATO

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 3 MAG - ''Accelerare i processi per fare in modo che si svolgano in tempi ragionevoli non significa accorciare i termini di prescrizione dei reati. Altrimenti si corre il rischio di attribuire facili patenti di impunita'''. Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, intervenendo a Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale, alla presentazione del volume 'Vittima di mafia', di Salvatore Ulisse di Palma, dedicata alla figura dell'ingegnere Gennaro Musella, ucciso 30 anni fa in un attentato. ''La tagliola della prescrizione - ha aggiunto Grasso - non puo' impedire l'accertamento della verita'''. Insieme a Grasso hanno partecipato al dibattito il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico; il giornalista Domenico Nunnari, che ha moderato l'incontro; il presidente del coordinamento antimafia Riferimenti, Adriana Musella, il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, e lo stesso autore del libro. Un successivo passaggio del suo intervento Grasso lo ha riservato al tema della corruzione. ''Emerge chiaro il legame tra corruzione e crimine organizzato - ha detto il Procuratore antimafia - anche in terre lontane dal Mezzogiorno. E' dunque necessario approntare strumenti efficaci perche' questo tipo di reato sia effettivamente scoperto e punito. Ci sono, infatti, reati senza vittime, ma in questo caso, la vittima e' la societa'. Secondo alcune stime prodotte da autorevoli centri di ricerca mondiali, corruzione piu' evasione fiscale nel nostro Paese assommano a circa 170 miliardi di euro all'anno, a cui si aggiungono i 180 miliardi di euro frutto delle attivita' del crimine organizzato, quasi un terzo del Pil. Tutto cio' non e' piu' sopportabile. E' nostro dovere intervenire: lo dobbiamo soprattutto ai tanti giovani senza occupazione che emigrano per non cadere nella trappola mafiosa''. (ANSA). F07-DED/FLC 03-MAG-12 20:17

LEGALITA': GRASSO, GENNARO MUSELLA PUNTO RIFERIMENTO ATTUALE

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 3 MAG - ''Gennaro Musella e' un punto di riferimento attuale e moderno''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, intervenendo a Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale, ad un convegno che ricorda la figura dell'imprenditore assassinato trent'anni fa dalla 'ndrangheta. ''Nel Mezzogiorno ed in Calabria - ha aggiunto - spesso il ruolo dell'imprenditore e' il fulcro su cui convergono interessi di mafia, cattiva politica e massoneria deviata. Se l'imprenditore non e' d'accordo, il cerchio non si chiude e il compromesso diventa improponibile''. Grasso inoltre ha lanciato un appello ''affinche', insieme a magistratura e forze di polizia che stanno facendo miracoli, si attivi una forte presenza della societa' civile e delle istituzioni pubbliche perche' l'indifferenza - ha concluso, citando Antonio Gramsci - 'e' il peso morto della storia'''. (ANSA). F07-DED/FLC 03-MAG-12 18:04

mercoledì 2 maggio 2012

MAFIA: GRASSO, IN 3 ANNI SEQUESTRI E CONFISCHE PER 43 MLD

(ANSA) - ROMA, 2 MAG - ''Oggi lo Stato e' piu' forte della mafia. Negli ultimi tre anni e mezzo abbiamo sequestrato beni per 40 miliardi e confiscati per oltre 3 miliardi''. Queste le cifre fornite dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, ospite della trasmissione ''Un giorno da pecora''. Grasso ha sottolineato i risultati dello Stato nella lotta alla mafia: ''Considerati i mezzi a disposizione - ha detto - i nostri uomini fanno miracoli. Quello che e' importante e' che il valore delle cose confiscate sia utilizzato socialmente''. (ANSA). BOS 02-MAG-12 14:58

venerdì 27 aprile 2012

MAFIA: GRASSO, STRATEGIA SEQUESTRO BENI VA RAFFORZATA

(ANSA) - PALERMO, 27 APR - ''La strategia vincente e' quella del sequestro dei patrimoni ai mafiosi pero' bisogna rafforzarla con nuove tecnologie e strumenti giuridici''. L' ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, parlando con i cronisti a margine della commemorazione a Palazzo dei Normanni, a Palermo, di Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo, assassinati dalla mafia trent'anni fa. ''Ricordo ancora l'audizione in commissione Antimafia negli anni Novanta del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo - ha aggiunto Grasso - Lui diceva: 'signor presidente i mafiosi preferiscono stare in carcere coi soldi che fuori senza soldi''. Grasso ha sostenuto che ''gia' Falcone comincio' le indagini bancarie per scoprire attraverso le banche i rapporti tra i mafiosi e le famiglie mafiose''. ''Dalla legge Rognoni-La Torre - ha proseguito - si e' sempre usato questo strumento, oggi s'e' rafforzato perche' con la competenza delle Dda e il coordinamento della Procura nazionale antimafia si e' incrementato moltissimo il sequestro dei patrimoni''. ''In tre anni e mezzo, dalla nuova legge del 2008 - ha affermato - abbiamo sequestrato qualcosa come 40 miliardi di euro di valore dei beni e confiscati circa 4 miliardi di beni. Il problema e' che con questa azione cosi' forte a livello nazionale i beni fuggiranno all'estero e allora la nostra strategia va applicata per poter avere collaborazione e cooperazione giudiziaria internazionale con gli altri Paesi europei e del mondo. E in questo il nostro Paese e' in ritardo, molte decisioni quadro della comunita' europea o delle convenzioni Onu non sono state ratificate, come quella sulle sentenze di confisca, sul riciclaggio, sulla corruzione che oggi e' sempre di piu' collegate alla criminalita' organizzata''. (ANSA). APE 27-APR-12 13:28